20 novembre 2015

Democrazia

La democrazia è demagogia nella definizione di Hobbes. Come nelle competizioni elettorali di Lewis Carroll, arrivare primi o ultimi è la stessa cosa. Il tema è solo uno, la poltrona. Votare questo o quello è del tutto indifferente. La gente, beata, crede d’aver messo una croce su questo o quello, ma la croce si mette solo su se stessi, nella garanzia che nulla accada e nulla si modifichi. Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo, è la pratica certosina dell’autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo, nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati, vanno a scongiurare che qualcosa accada, consegnando il voto a inetti, è lo zelo negligente delle masse, nel loro ignoto lo fanno apposta a eleggere governi impossibili dalle maggioranze risicate. Cesare Pavese diceva che quattro chiodi fanno una croce, ma quando i chiodi sono una serie infinita diventano zero. Si vota in tanti per non contare nulla.

Carmelo Bene

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