28 aprile 2016

Solitudine

Ma non è necessario essere artisti per desiderare, di tanto in tanto, qualche momento di solitudine. Ognuno ha bisogno di un luogo in cui essere solo, lontano dalle richieste e persino dagli sguardi degli altri, che anche quando sono sguardi animati dall’affetto e dalle migliori intenzioni, sono pur sempre sguardi, e gli sguardi prendono le misure, soppesano, anche involontariamente esprimono giudizi. C’è bisogno di un luogo che sia soltanto proprio. Perché essere soli è stare alla presenza di se stessi. Per qualcuno può essere un’esperienza meravigliosa e per qualcun altro, forse, un incubo. A qualcuno basta un giorno, o una settimana, a qualcuno servono mesi, forse anni. A qualcun altro, è sufficiente un solo istante per essere colto dallo sgomento. Ma non avercelo proprio mai, questo bisogno, nel corso della vita, a me pare sospetto: come fidarsi di chi non si fida di se stesso? Perché avere paura della solitudine vuol dire avere paura di quello sconosciuto che si cela dietro il nostro stesso volto.

Simona Vinci

4 commenti:

egill-larosabianca. ha detto...

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Egill

egill-larosabianca. ha detto...

Chi non ricerca solitudine é un robot-Metropolis
di Fritz Lang - diventare un ingranaggio privo di anima in una bolgia dantesca-
Egill

Filo ha detto...

Sottoscrivo pienamente: lontano dalle richieste e persino dagli sguardi degli altri.

brunocorino ha detto...

Romanticherie trite e ritrite, o banali sensi comuni, la solitudine è uno stato molto più complesso, ma la Vinci si limita a venderla in poltiglia: si può esser soli anche in mezzo agli altri, ed esser in mezzo agli altri anche quando si è soli.

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