27 maggio 2016

Il negro del Narcissus

(...) La narrativa, per quanto minimamente aspiri all'arte, si rivolge al temperamento. E in verità deve essere come in pittura, in musica, in tutte le arti, l'appello di un temperamento a tutti gli altri innumerevoli temperamenti di cui il potere sottile e irresistibile dota gli avvenimenti effimeri del loro senso di verità, e crea l'atmosfera morale ed emotiva del luogo e del tempo. Un tale appello, perché appaia efficace, deve essere un'impressione trasmessa dai sensi; ed infatti non potrebbe essere altrimenti, perché il temperamento, sia esso individuale o collettivo, non è sottomesso alla persuasione. Le arti perciò si rivolgono innanzi tutto ai sensi, ed un tentativo artistico, quando si esprime con la parola scritta, deve rivolgersi anch'esso ai sensi se il suo più profondo scopo è di raggiungere la molla segreta delle emozioni che vi corrispondono. Si deve strenuamente aspirare alla plasticità della scultura, al colore della pittura, alle magiche suggestioni della musica, questa arte delle arti. Ed è solo con una completa e ferma devozione alla perfetta fusione di forma e sostanza; e solo con la cura incessante e senza mai alcuno scoraggiamento per la struttura ed il suono delle frasi, che ci si può avvicinare alla plasticità e al colore, e che la luce di una magica suggestione può giocare per un fugace istante sulla superficie banale delle parole, delle vecchie parole, consunte, sfigurate, deteriorate da secoli di uso sbadato.

Joseph Conrad - da "Il negro del Narcissus"

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