30 marzo 2015

Il cardellino

C’è solo il minuscolo battito di un cuore e la solitudine, un muro assolato e il senso di una fuga impossibile. Un tempo che non si muove, un tempo che non può essere chiamato tale. E’ intrappolato nel cuore della luce: il piccolo prigioniero, saldo.
E’ il luogo in cui la realtà va a cozzare con l’ideale, in cui uno scherzo diventa serio e tutto ciò che è serio diventa uno scherzo. Il punto magico in cui ogni idea e il suo opposto sono ugualmente veri.
Tra la “realtà” da un lato, e il punto in cui la mente va a sbattere contro la realtà, esiste uno spazio sottile, uno spicchio d’arcobaleno in cui origina la bellezza, il punto in cui due superfici molto diverse tra loro si mescolano e si confondono per procurare ciò che la vita non ci dà: e questo è lo spazio in cui tutta l’arte prende forma, e tutta la magia. Ed è per questo che ho scelto di scrivere queste pagine, così come le ho scritte. Perché solo entrando nello spazio intermedio, nel confine policromo tra verità e non-verità, essere qui a scrivere tutto ciò diventa tollerabile.
Qualunque cosa ci insegni a parlare con noi stessi è importante: qualunque cosa ci insegni a cullarci fino a uscire dalla disperazione.

Donna Tartt

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