18 marzo 2015

Il senso di una fine

Il carattere delle persone si sviluppa nel tempo? Nei romanzi, naturalmente, sì: altrimenti non ci sarebbe storia. Ma nella vita? A volte me lo chiedo. Cambiano i nostri atteggiamenti, le nostre opinioni, assumiamo nuova abitudini e nuove bizzarrie; ma è un’altra cosa, un fatto più decorativo. Forse il carattere è simile all’intelligenza, anche se raggiunge il suo picco massimo leggermente più tardi, diciamo tra i vent’anni e i trenta. Dopodiché, non ci schiodiamo più da lì. Siamo soli. Se così fosse, si spiegherebbero parecchie esistenze, non vi pare? Nonché, se il termine non risulta troppo solenne, la nostra tragedia.

Julian Barnes, Il senso di una fine, Einaudi

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