26 aprile 2015

Storia

Il momento non è storico, ma doveva diventare alla luce della storia così indimenticabile che ogni sua minima caratteristica vive ancora per lui: giace lì come l’arcata iniziale del ponte. La copertina della vecchia Revue de Paris era gialla, come quella nuova se non erro; e Madame Bovary: mœurs de province, nell’interno, appariva subito come un titolo misteriosamente attraente, imperscrutabilmente carico di implicazioni. Non sapevo che cosa avesse preceduto quella puntata, e non dovevo sapere se non molto più tardi che cosa l’avrebbe seguita; ma è ancora vivo nella memoria l’atto di stare in piedi davanti al fuoco, la schiena contro il basso caminetto francese decorato e ornato di felpa, assorbendo quanto più potevo della lettura, con un interesse così stupito e forse anche con una tale sensazione di vaga prescienza che il piccolo salotto pieno di sole, la giornata autunnale, la finestra socchiusa e l’allegro frastuono della Rue Montaigne sono ormai per me più o meno parte della storia, e la storia più o meno parte di essa.

— Henry James, D’Annunzio e Flaubert

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