18 maggio 2015

Il richiamo della foresta

D’estate, però, vi è in questa valle un visitatore, ma gli Yeehat non lo sanno. È un grande lupo dal manto stupendo, simile agli altri lupi eppure diverso: giunge solo dalla ridente terra dei boschi e scende in una radura fra gli alberi. Qui un torrente giallo scaturisce da sacchi marci di pelle di alce e si perde nel terreno, l’erba alta nasce in mezzo ad esso e il terriccio lo ricopre celando al sole il suo giallo colore. Qui il lupo si sofferma per un po’ assorto, intona un solo e angosciato ululato e poi riparte.
Ma non sempre è solo. Quando vengono le lunghe notti invernali e i lupi inseguono la loro preda nelle valli più basse, lo si può vedere correre alla testa del branco nelle luce pallida della luna o nel fioco chiarore dell’aurora boreale, balzando gigantesco innanzi ai compagni, la grande gola tonante nel canto del mondo più giovane, il canto del branco.

— Jack London

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