6 agosto 2015

Dichiarazione dei diritti in Internet 6/18

Art. 3.

(Diritto alla conoscenza e all’educazione in rete).

1. Le istituzioni pubbliche assicurano la creazione, l'uso e la diffusione della conoscenza in rete intesa come bene accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto.
2. Debbono essere presi in considerazione i diritti derivanti dal riconoscimento degli interessi morali e materiali legati alla produzione di conoscenze.
3. Ogni persona ha diritto ad essere posta in condizione di acquisire e di aggiornare le capacità necessarie ad utilizzare Internet in modo consapevole per l’esercizio dei propri diritti e delle proprie libertà fondamentali.
4. Le Istituzioni pubbliche promuovono, in particolare attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione, l’educazione all’uso consapevole di Internet e intervengono per rimuovere ogni forma di ritardo culturale che precluda o limiti l’utilizzo di Internet da parte delle persone.
5. L'uso consapevole di Internet è fondamentale garanzia per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita individuale e collettiva, il riequilibrio democratico delle differenze di potere sulla Rete tra attori economici, Istituzioni e cittadini, la prevenzione delle discriminazioni e dei comportamenti a rischio e di quelli lesivi delle libertà altrui.

Commento all'articolo

Si parlerà di questo articolo come del RightoKnow, il diritto di conoscenza, ed è la grande novità rispetto alla bozza di ottobre. Nel terzo articolo si spendono parole importanti sulla necessità di sviluppare lo spirito critico dell’utente della rete, la quale si è sviluppata in un senso che obbliga ad ampliare le cosiddette nozioni di base. L’ultimo comma inserisce anche un richiamo esplicito ai diritti derivanti dal riconoscimento del copyright legati alla produzione di conoscenze, che vanno tenuti nel dovuto conto sempre in bilanciamento con l’interesse generale. È in un certo senso l’articolo che richiama la questione ancora sospesa del diritto d’autore nel progetto di legge europeo e nell’ottica del discusso regolamento Agcom. La sua formulazione è piuttosto neutrale. Forse troppo.

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