21 settembre 2015

De Profundis

La religione non mi aiuta. La fede che altri nutrono per ciò che è invisibile io la dedico a quel che si può toccare e osservare. I miei dèi abitano nei templi costruiti dalla mano dell'uomo ed è solo nell'ambito dell'esperienza reale che la mia fede si definisce e si completa; essa è troppo integra, forse, perchè, come molti di coloro o tutti coloro che hanno collocato il loro cielo sopra la terra, io vi ho scoperto non pure la bellezza del paradiso, ma anche dell'inferno. Quando penso alla religione, sento che mi piacerebbe fondare un ordine monastico per coloro che non possono credere: si dovrebbe chiamare la Congrega degli Infelici e nei suoi riti, davanti a un altare, privo di qualsiasi fiamma di ceri, un prete senza pace nel cuore, celebrerebbe l'officio con del pane profano o un calice vuoto. Ogni cosa, per essere vera, deve diventare una religione, e l'agnosticismo, come una qualunque altra religione, dovrebbe avere le sue cerimonie. Non ha esso seminato dei martiri? Ebbene, dovrebbe mietere i suoi santi e lodare ogni giorno il Signore d'essersi nascosto agli occhi degli uomini.

— Oscar Wilde

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