8 ottobre 2015

Proprietari di se stessi

In questo periodo di decadenza morale e politica io voglio parlare di utopia e quale sogno migliore dell’anarchia esiste? L’uomo libero, diceva Pietro Gori, è quello che non ha pregiudizi, l'uomo che ragiona e opera secondo ciò che la mente ed il cuore gli suggeriscono e non sente il bisogno di avere dei pastori, dei capitani, dei direttori; al contrario oggi tutti cercano un capitano per salvare un vascello che va alla deriva. Lo spirito libertario non ha bisogno di condottieri maldestri per essere, perché è in sé che trova le ragioni del suo agire, scrutando i suoi sentimenti riesce a discernere e a vedere il mondo con occhi di bambino. Forse è arrivato il momento di ingranare la retromarcia, di ritornare a quelli che eravamo: ingenui, disobbedienti, sognatori. Questo mondo proiettato verso il nulla ha bisogno di idealisti, di gente che non è mai cresciuta abbastanza e non riesce a guardare le cose con occhi disincantati, che non riesce a credere che tutto si riduca al presente. Bisogna resistere all’“età della ragione” dove tutto è stato già fatto e detto, dove tutto è sempre uguale e mai niente cambierà. Non possiamo aspettarci che le cose mutino se non siamo noi disposti a cambiare; la rivoluzione copernicana deve avvenire dentro di noi, solo così saremo liberi da questa masnada di ciarlatani, imbonitori dell’ultima ora e finti salvatori. Ogni uomo dovrebbe essere proprietario di se stesso, del proprio sentire e agire: ma questo può accadere solo se riusciamo a proiettarci verso l’altro, altrimenti parliamo di egoismo distillato allo stato puro.
 Enrica Caferri

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