28 novembre 2015

Passaporto per il futuro

Per questo la profezia conclamata non è un merito per il satirico, perché spesso quello che molti pensano e non si può scrivere si può ancora disegnare, nell’alfabeto misterioso delle icone, e quindi sfugge spesso all’occhiuta e informale censura diffusa nel contesto. Ma poi è sempre stato perfino troppo facile profetare. Per tutti. Chi non ricorda che, quando si diceva in anni lontani come la prima cosa da risolvere in politica fosse la questione morale, per prima cosa si ammetteva un’impotenza politica. È dalla politica che la morale nasce. Chi anni dopo vedeva un rivolgimento giudiziario come strada maestra verso un radicale cambiamento sociale rifletteva poca storia.
La satira pesa quanto più è leggera. Non instilla certezze ma dubbiosità subitanee. Improvvisamente, inaspettatamente o aspettatamente, ti corrisponde. Ti offre un vocabolario e un passaporto per il futuro. Come i calli che preannunciano il maltempo, non come il sillogismo del filosofo.

da “Io l’avevo detto”, introduzione a “Caro Mao perché sei morto”, (Marsilio)

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