11 febbraio 2016

Gratitudine

Essere grati, vivere la gratitudine, è semplicemente riconoscere il bene. Spesso riduciamo o offuschiamo questo riconoscimento con il molto lamentarci del male, dei limiti e delle insufficienze delle nostre condizioni e delle nostre pratiche personali e sociali. Non ci mancano i motivi, eppure non ci devono schiacciare. Tante volte, pur avendo salute, benessere, interessi, attività, affetti, siamo scontenti per qualcosa che ci manca, fino a maledire o brontolare sordamente contro la vita, o contro la sorte.
Questa è ingratitudine, perché non si sa vedere e riconoscere i beni ricevuti. Forse è l'unico peccato: non dire grazie alla grazia. Il lamento è un diritto e un appello sacro che il povero e la vittima elevano quando sentono mancare il bene, quando soffrono l'abbandono. Ma quando il lamento prevale perché dimentica il bene, è ingratitudine.

Enrico Peyretti, Elogio alla gratitudine - Assisi 2015, Cittadella Editrice, p. 13

0 commenti:

Posta un commento