20 febbraio 2016

Mario Stefani

il sabato poesia

Una solitudine inquieta

una solitudine inquieta
popolata di voci e di ricordi
ha il tuo volto e mi dispero
giovane amato fra sorrisi incerti
e incerte promesse
umiliato vivo e chiedo il perché
di tanto dolore
amore è pazzo e viene quando vuole
e mi deride ed io stanco dei miei anni
corro a lui incontro come bambino fiducioso
non ha rispetto alcuno del mio affanno
che mi assale a volte e fa tumulto nel mio cuore
chiudermi in un silenzio di parole?
questo giovane mi ha strappato le radici
cadute le speranze non riverdisco più
a volte nel buio lo chiamo chissà che mi ascolti
che i suoi giovani anni abbiano pietà del mio soffrire.

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