21 aprile 2016

Il Senzanome

Come cambiare? Ognuno a suo modo, ognuno nel suo piccolo mondo evitando la violenza nei rapporti con il proprio vicino, eliminando le inutilità del consumismo, rendendosi conto delle gioie di cui si può godere: sposiamo delle donne meravigliose e poi non le guardiamo mai in faccia perché non abbiamo tempo, facciamo dei figli e li parcheggiamo negli asili o davanti alla TV invece di stare con loro. Il primo passo è prendere coscienza che le cose non vanno e poi piano piano, ogni giorno con coscienza cercare di fare un passo in qualche direzione.
L’ultimo libro che ho scritto è un’abdicazione dalla politica. Le soluzioni ai problemi dell’umanità non verranno dalla politica. Non ce le possiamo a spettare nemmeno dalle religioni isitituzionalizzate. Per cui io mi aspetto una sorta di silenziosa rivoluzione che passa attraverso l’Asia, L’Africa. Dai no global – che nella loro simpatica diversità , nel loro pot-pourri di esistenza fanno convivere la difesa delle balene con l’idea della bicicletta a cinque ruote – arriva un anelito al nuovo, loro cercano il modo di cambiare.
In Un altro giro di giostra parlo a lungo delle varie medicine dicendo che è impossibile importare una visione solistica della società che solistica non è, per cui è assurdo prendere una medicina che arriva da un’altra cultura pensando che su di noi abbia lo stesso effetto. Perché la vera medicina è la mente, il vero potere curativo è quello della mente. Come mi diceva il mio amico dell’Himalaya, la libertà non è la libertà di scelta. La grande vera libertà comincia quando finiscono le scelte. E’ la libertà di essere se stessi, non di scegliere tra due dentifrici, ma di essere se stessi. Il problema è sapere chi si è veramente.

Tiziano Terzani, Anam

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