2 giugno 2016

Intergenerazionale

Dietro questi dati c'è l'evidenza che vivere in un paese di vecchi significa vivere in un paese di persone anziane che votano e che con il voto trasferiscono i loro bisogni nelle scelte degli investimenti di uno stato intero, orientandole alla conservazione. Un popolo che ha più passato alle spalle che futuro davanti non può essere altro che conservatore: è una questione di bisogni. Chi è anziano si ammala di più e vuole ospedali e case di cura, non asili nido; possiamo stupirci se voterà chi gliele promette? Chi è anziano è più fragile e ha più paura della criminalità, del dissenso, del cambiamento; vuole investimenti in sicurezza sociale, non in scuole, e voterà chi glieli promette. Non possiamo confidare nella generosità intergenerazionale, perché chi sente di avere poche risorse sviluppa un fortissimo egoismo sociale e progetterà il mondo a misura di sé e al massimo dei propri figli: dei figli di tutti gli importerà sempre meno. In questo contesto non importa quanto è giovane il capo di un governo: se il suo consenso è mantenuto sul voto di una maggioranza che ha queste esigenze, le scelte politiche non potranno che andare in questa direzione.

— M. Murgia

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