8 giugno 2016

Ter

Ter si rifiutava di prendere l'autobus. La gente seduta lo deprimeva. Però gli piacevano le stazioni dei Greyhound. Andavamo in quelle di San Francisco e di Oakland. Soprattutto Oakland, in San Pablo Avenue. Una volta mi ha detto che mi amava perché somigliavo a San Pablo Avenue.
Lui somigliava alla discarica di Berkeley. È un peccato che non ci siano autobus per la discarica. Noi ci andavamo quando ci prendeva la nostalgia del New Mexico. È un posto desolato e ventoso, e i gabbiani volteggiano in aria come falchi notturni nel deserto. Da lì, sopra e attorno, vedi solo il cielo. I camion della spazzatura passano rombando per le strade avvolti in nuvole di polvere. Dinosauri grigi.
Non riesco a sopportare che tu sia morto, Ter. Ma questo lo sai.
È come quella volta in aeroporto, quando stavi per salire sulla scaletta dell'aereo per Albuquerque.
«Oh, cazzo. Non posso andare. Non troverai mai la macchina».
«Cosa farai senza di me, Maggie?» continuavi a chiedermi quell'altra volta, quando stavi per partire per Londra.
«Mi darò al macramè, stupidone».
«Cosa farai senza di me, Maggie?»
«Sei davvero convinto che io abbia tanto bisogno di te?»
«Sì» mi hai detto. Una semplice affermazione da uomo del Nebraska.
I miei amici dicono che mi sto crogiolando nell'autocommiserazione e nel rimorso. Hanno detto che non vedo più nessuno. Quando sorrido, la mia mano va involontariamente a coprire la bocca.
Colleziono sonniferi. Una volta abbiamo fatto un patto… se le cose non si fossero sistemate entro il 1976 ci saremmo sparati in fondo al porticciolo. Tu non ti fidavi di me, dicevi che ti avrei sparato per prima e poi sarei scappata, o che mi sarei sparata io per prima, o qualcosa del genere. Sono stanca di questo accordo, Ter.

— Lucia Berlin, Manuale per donne delle pulizie (da La donna che scriveva racconti)

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