3 ottobre 2016

In treno

In treno ieri ho raccolto involontariamente una storia davvero incredibile. In treno molti amano parlare. Erano marito e moglie agiati, italiani di generazioni, Italiani del Nord, delle terre “padane, molto simpatici, ma di quelli che non leggono libri, non sapevano per dire chi fosse la Ferrante. Mi hanno raccontato loro strategia per far nascere il figlio negli Stati Uniti. Si sono studiati le frontiere, hanno finto di essere italiani in vacanza, sono partiti con bagaglio leggero, lei ha nascosto la pancia di 8 mesi con una mantellina e hanno preso un aereo che non facesse scalo in Sudamerica, perché gli aerei dal Sudamerica hanno più controlli…vengono controllate le gravidanze.Alla fine ci sono riusciti. Lei ha partorito negli Stati Uniti. Ora il figlio ha doppio passaporto. La motivazione di tutto questo? A furia di costruire muri e gridare "non passa lo straniero”, mi hanno detto, qualcuno chiuderà fuori anche noi. La nostra libertà di ora non è scontata. Quindi a nostri figlio abbiamo voluto regalare il mondo. PS: contribuisco così all'analisi del voto. C'è un mucchio di gente che non crede più all'Italia come sistema e quindi cerca soluzioni alternative. Il problema secondo me sta tutto lì. La discussione su partiti, percentuali temo sia alla fine un po’ inutile. Un tasso di assenteismo che aumenta significa che il paese chiunque vinca sta a pezzi. Va ricostruito un tessuto sociale e la fiducia. Va rimessa in campo una visione. Cosa che è stata assente ovunque.

— Igiaba Scego

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