12 dicembre 2016

La lettera di Newton

In ogni ubriachezza viene il momento di follia ed euforia in cui tutta la scienza accumulata sulla vita e sul mondo e su noi stessi ci appare come un risibile errore di interpretazione e ci rendiamo improvvisamente conto di essere dei geni, oppure mortalmente malati, o innamorati. Il fatto è ovvio, semplice, al di là di ogni dubbio: perché non lo abbiamo capito prima d’ora? Poi torniamo sobri e tutto svapora, e siamo di nuovo ciò che siamo: una figura fragile, inetta, ridicola, per di più con il mal di testa.

John Banville

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