27 gennaio 2017

Grazie per il fuoco

La bacio così come potrei morderla, e a volte la mordo, o mangiarmela e masticarla e digerirla. Perché c'è una disperata necessità, quasi direi un obbligo, di marchiare l'altro, l'altra, anche con i denti, e anche se qualcuno è finto. Lasciare il proprio segno è questione di vita o morte, o di morte solamente, perché l'intenzione nascosta è oltrepassare la morte, e continuare a esistere dopo la fine. E a questo scopo tanto serve l'esistenza di un figlio quanto quella di una cicatrice. Dopo tutto, anche il figlio è una cicatrice. Bella definizione da proporre all'Accademia. Figlio: Cicatrice dell'amore.

— Mario Benedetti, Grazie per il fuoco (Gracias por el fuego), 1965

0 commenti:

Posta un commento