20 gennaio 2017

Sulla sabbia

Sulla sabbia traccio con le mie dita una doppia linea interminabile come segnale dell'infinita durata di questo sogno.Lentamente. Dall'altra parte. lo appena potevo adesso sentire la tua voce.Convergenza. La foglia cade sulla foglia. La pioggia nell'estensione totale del pianto.Nello specchio si cancellò la tua immagine. Non ti vedevo quando mi guardavi.E tu da che parte del mio corpo stavi, anima, che non mi soccorrevi?Immersione della voce. Le acque. Entrasti nell'origine. Testa decapitata accanto al mare. Poi non rimangono più silenzi.Nei miei occhi si ammucchia repentina la luce. Come se tu, all'improvviso, tornassi alla vita.Né la parola né il silenzio. Nulla poté servirmi per farti vivere.Sera finale. Declina pallida la luce. Io. fluisco dalla ferita aperta nel mio fianco verso l'indurito fiume delle tue vene.Sono debole. Non so dove appoggiarmi. Vuoto è di ogni essere l'aria. Non ci sei. Non ci sono. Che giratorio corpo quello del nulla.

José Angel Valente

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