4 marzo 2017

Franco Arminio

il sabato poesia

Ogni tanto mi chiedo
come sarebbe la mia vita
se ti potessi abbracciare.
La tua bocca le tue mani
sono la mia rivoluzione mancata.
Veramente non capisco
perché il tuo corpo con me
è così retrivo e reazionario.
Non capisco neppure le poesie
che ho scritto e tutta la bellezza
che ho tentato per convincerti
che ti volevo.
Da stamattina mi sento strettissimo
nella mia prigione
scrivo e respiro a vuoto
perché la carne vuole la carne
e io qui faccio il fantasma
mentre nel buio di dicembre
e dentro la mia pelle
si ripete l’amoroso crimine
della tua assenza.

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