5 marzo 2017

La macchia umana

Spaesata, isolata, estraniata, confusa su tutto ciò che di essenziale c'è per una vita, in una disperata condizione di smarrita nostalgia e circondata da ogni parte da forze ammonitrici che la descrivono come il nemico. E tutto perché era andata ansiosamente in cerca di un'esistenza sua. Tutto perché era stata coraggiosa e aveva rifiutato di vedersi nel modo prescritto. Nel tentativo, senz'altro ammirevole, di crearsi, aveva l'impressione di essersi rovesciata. La vita deve contenere qualcosa di molto cattivo per averle fatto questo. Di molto cattivo e di molto vendicativo, in sostanza, se predispone un destino non secondo le leggi della logica ma secondo il capriccio antagonistico della perversità. Osa abbandonarti alla tua vitalità e… Tanto varrebbe mettersi in mano ad un criminale incallito. Andrò in America e sarò l'artefice della mia vita, dice; mi costruirò fuori dall'ortodossia del mio dato familiare, mi batterò contro il dato, l'appassionata soggettività portata al limite, l'individualismo nella sua forma migliore… E invece finisce in un dramma che sfugge al suo controllo. Delphine diventa, infine, l'artefice di nulla. C'è l'impulso di dominare le cose, e la cosa dominata è se stessa.

— Philip Roth

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