3 marzo 2017

La Sicilia come metafora

Il mio atteggiamento verso la politica è paragonabile a quello di Unamuno verso la religione cristiana. Unamuno non credeva all'immortalità dell'anima, ma viveva come se vi credesse. Per quanto mi riguarda, non penso che la politica sia poi granché, la considero più che altro un'attività mediocre riservata ai mediocri. Ritengo che non si arriverà mai a niente di perfetto, di giusto e di affatto libero, in materia di organizzazione politica e sociale, ma che occorra vivere e lottare come se si fosse convinti di arrivarci.
Considero il potere, non già alcunchè di diabolico, ma di ottuso e avversario della vera libertà dell'uomo. Sono tuttavia indotto a lottare perchè, all'interno del potere, si abbiano ricambi, possibilità di alteernative, novità, una migliore organizzazione della giustizia, una libertà sempre più ampia, ragion per cui mi impegno quando c'è una battaglia da combattere. Mi rendo perfettamente conto di essere animato da un certo spirito di contraddizione, ma so anche che ogni essere umano che esercita un'attività intellettuale non può non esserne animato. Diceva Borges: “mi sono iscritto al partito conservatore, ma mai come allora la vittoria dei radicali mi ha fatto tanto piacere”. Tale deve essere, penso, la posizione di un intellettuale. Semprechè voglia riuscire a comprendere le cose contro le quali combatte.

— Leonardo Sciascia

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