20 luglio 2016

Il teatro di marionette

Noi vediamo che nella misura in cui nel mondo organico la riflessione si fa più debole e oscura, la grazia vi compare sempre più raggiante e imperiosa. Ma così, come l’intersezione di due linee, vista da un punto dato, doper aver traversato l’infinito, d’improvviso si ritrova dall’altra parte di quel punto, o l’immagine dello specchio concavo, dopo essersi allontanata all’infinito, d’improvviso ci ricompare vicinissima davanti; così si ritrova anche la grazia, dopo che la conoscenza, per così dire, ha traversato l’infinito; così che, nello stesso tempo, appare purissima in quella struttura umana che ha o nessuno o un’infinita coscienza, cioè nella marionetta, o in Dio. - Dunque - dissi io un po’ distratto - dovremmo gustare di nuovo dell’albero della conoscenza, per ricaedere nello stato d’innocenza? - Certamente - rispose - questo è l’ultimo capitolo della storia del mondo.

Heinrich Von Kleist

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