Nella bella penombra del 193
L’aria era una splendida rosa color triglia E la foresta quando mi preparavo ad entrarci Cominciava con un albero dalle foglie fatte di cartine di sigarette Perché ti attendevo E perché se te ne vieni con me Da qualsiasi parte La tua bocca è volentieri il niello Dal quale riparte continuamente la ruota azzurra diffusa e spezzata che sale A impallidire nella rotaia Tutti i prodigi s’affrettavano a venirmi incontro Uno scoiattolo era venuto ad applicare il suo ventre bianco sul mio cuore Non so come ci stava Ma la terra era piena di riflessi piú profondi di quelli dell’acqua Come se il metallo avesse finalmente scosso il suo guscio E tu coricata sullo spaventoso mare di pietre dure Roteavi Nuda In un gran sole di fuoco d’artificio Ti vedevo far discendere lentamente dai radiolari Le conchiglie stesse del riccio di mare c’ero Chiedo scusa non c’ero già piú Avevo alzato la testa perché lo scrigno vivente di velluto bianco m’aveva lasciato Ed ero triste Il cielo tra l...