L'ora del destino
Lo scrittore e giornalista Gian Carlo Fusco - pugile dilettante, ballerino improvvisato e viveur impenitente in Italia, arruolato nel Genio telegrafisti in Albania - annota nei suoi taccuini di chirurghi che operano senza sosta, amputando arti irrecuperabili, suturando tremendi squarci addominali mentre i feriti vengono sistemati alla meglio sotto le cappotte dei camion o sotto gli ulivi. Mancando le scorte di cotone, mentre garze e bende si esauriscono, gli infermieri lacerano lenzuoli, strappano la biancheria, ricorrono alla grappa e alla benzina dopo aver terminato anestetici e disinfettanti, cullati dal salmodiare dei cappellani militari i quali, un semplice paramento nero gettato sulle spalle, passano senza sosta da un morente all'altro bisbigliando per tutti il medesimo miserere. Talvolta, preceduti da un sibilo di seta stracciata, i colpi dei mortai da 81 piombano anche su questi ospedaletti da campo, finiscono i feriti, riuccidono i morti." Mussolini inviò soldati ita...