Less is more
Nel Simposio Platone descrive la nascita di Eros come il risultato di una festa piuttosto turbolenta, data dagli dèi in onore della nascita di Afrodite: era presente Pòros (Espediente) figlio di Metis (Sagacia) che, come tutti i personaggi del dialogo di Platone, amava bere parecchio. Ubriacatosi di nettare, si addormentò in giardino, dove Penìa, la povertà, approfittò di lui. Come abbia fatto Penìa a fare l’amore con Pòros mentre era addormentato non è poi così importante. Il risultato di quel pomeriggio di festa fu la nascita di Eros, intelligente e scaltro come il padre, affamato come la madre. Di tutti i miti platonici, forse questo è il più bello. Sicuramente è il più vicino all’arte di non avere niente, perché è fondamentale per comprendere come il coraggio della povertà sia necessario per ottenere quel che realmente desideriamo. Soltanto Penìa ci libera dai ricatti della proprietà, e soltanto Pòros orienta i nostri desideri in maniera razionale. Se Penìa non genera Eros, se rima...