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FramMenti

“Che cosa sono i morti, poi, se non onde ed energia? Luce che brilla da una stella morta? E al proposito, le seguenti sono frasi di Julian, che rammento da una sua lezione sull’Iliade, là dove Patroclo appare in sogno ad Achille. Si tratta di un passaggio assai commovente: Achille, felice alla vista dell’antico amico, cerca di abbracciarlo, ma l’ombra svanisce. I morti ci appaiono in sogno, disse Julian, perché è l’unico modo in cui possono farsi vedere da noi; e ciò che vediamo è soltanto una proiezione, trasmessa da una grande distanza, luce che brilla da una stella morta…” — Donna Tartt, Dio di illusioni

Dio di Illusioni

Più civilizzata è una persona, più è intelligente, più sarà repressa: e più necessiterà di un sistema per incanalare gli impulsi primitivi che si è studiato così tanto per uccidere. Altrimenti quelle potenti, antiche forze si accumuleranno e diverranno di tale intensità da liberarsi violentemente, con maggiore violenza a causa dell'attesa, e avranno spesso tale vigore da spazzar via del tutto la volontà. Ad ammonimento di ciò che accade in mancanza di una valvola di sicurezza, abbiamo l'esempio dei romani: pensate, poniamo, a Tiberio, il brutto figlioccio, che cerca di essere all'altezza dell'impero di suo zio Augusto. Pensate alla tremenda, impossibile tensione che deve aver sopportato, lui venuto dopo un salvatore, un dio. La gente lo odiava. Per quanti sforzi compisse, non era mai abbastanza bravo, né poté mai liberarsi dall'io odioso: finché le chiuse cedettero. Fu sconvolto dalle sue perversioni e morì, vecchio e pazzo, perso nei giardini proibiti di Capri: nep...

FramMenti

«Il genio romano, e forse l’errore romano,» riprese dunque «fu l’ossessione per l’ordine. La si ritrova nella loro architettura, letteratura, nelle loro leggi – questa feroce, ostinata negazione dell’oscurità, dell’irrazionale, del caos.» — Donna Tartt, Dio di illusioni

Dio di illusioni

Cominciò parlando del peso dell’Io, e del perché la gente se ne vuole liberare. “Perché quella piccola voce ostinata nella nostra testa ci tormenta così?” disse, guardandoci. “Forse perché ci ricorda che siamo ancora vivi, che siamo mortali, che abbiano anime autonome – che, dopotutto, siamo troppo pavidi per cedere, ma che pure ci procurano un grave malessere? È una cosa terribile imparare da bambini che si è un essere separato dal resto del mondo, che niente e nessuno soffre i nostri medesimi dolori di scottature alla lingua o di sbucciature alle ginocchia: che ognuno è solo con i propri acciacchi e le proprie pene. Ancor più terribile, invecchiando, scoprire che nessuna persona – non imposta quanto vicina – potrà mai capirci davvero. I nostri io sono ciò che ci rende più infelici, ed è per questo che bramiamo perderli, non credete? Donna Tartt 

Il cardellino

C’è solo il minuscolo battito di un cuore e la solitudine, un muro assolato e il senso di una fuga impossibile. Un tempo che non si muove, un tempo che non può essere chiamato tale. E’ intrappolato nel cuore della luce: il piccolo prigioniero, saldo. E’ il luogo in cui la realtà va a cozzare con l’ideale, in cui uno scherzo diventa serio e tutto ciò che è serio diventa uno scherzo. Il punto magico in cui ogni idea e il suo opposto sono ugualmente veri. Tra la “realtà” da un lato, e il punto in cui la mente va a sbattere contro la realtà, esiste uno spazio sottile, uno spicchio d’arcobaleno in cui origina la bellezza, il punto in cui due superfici molto diverse tra loro si mescolano e si confondono per procurare ciò che la vita non ci dà: e questo è lo spazio in cui tutta l’arte prende forma, e tutta la magia. Ed è per questo che ho scelto di scrivere queste pagine, così come le ho scritte. Perché solo entrando nello spazio intermedio, nel confine policromo tra verità e non-verità,...

Il cardellino

Il cuore non si sceglie. Non possiamo obbligarci a desiderare ciò che è bene per noi o per gli altri. Non siamo noi a determinare il tipo di persone che siamo. Come fai a sapere cosa è giusto per te? Ogni psicologo, ogni consulente del lavoro, ogni principessa Disney conosce la risposta: “Sii te stesso”. “Segui il tuo cuore”. Ma ecco ciò che vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse. Cosa succede se ti ritrovi con un cuore inaffidabile? Se il tuo io più profondo ti conduce cantando dritto verso il fuoco, devi voltargli le spalle? Tapparti le orecchie con la cera? Ignorare il perverso splendore che il cuore ti grida contro? Metterti sulla strada che porterà alla normalità, orari ragionevoli e regolari controlli medici, relazioni stabili e promozioni sicure, il New York Times e il brunch della domenica, il tutto con la promessa di diventare una persona migliore? O è meglio tuffarsi di testa e con una risata nel sacro fuoco che chiama il tuo nome? Non si tratta di apparenze esteriori,...

Buonanotte del 3 marzo 2015

Non possiamo scegliere cosa vogliamo e cosa non vogliamo e questa è la verità nuda e cruda. Non possiamo scappare da ciò che siamo. — Il Cardellino - Donna Tartt

Il cardellino

Ma il quadro mi ha anche insegnato che possiamo comunicare l’un l’altro a distanza di secoli. E sento di avere qualcosa di molto serio e urgente da dirti, mio inesistente lettore, e sento che devo dirtelo immediatamente come se ci trovassimo nella stessa stanza. Che la vita – qualunque cosa sia – è breve. Che il destino è crudele ma forse non casuale. Che la Natura (intesa come Morte) vince sempre, ma questo non significa che dobbiamo inchinarci e prostrarci al suo cospetto. Che forse anche se non siamo sempre contenti di essere qui, è nostro compito immergerci comunque: entrarci, attraversare questa fogna, con gli occhi e il cuore ben aperti. E nel pieno del nostro morire, mentre ci eleviamo al di sopra dell’organico solo per tornare vergognosamente a sprofondarvi, è un onore e un privilegio amare ciò che la Morte non tocca. Perché se disastro e oblio hanno inseguito il quadro attraverso il tempo – così ha fatto l’amore. Nella misura in cui il quadro è immortale (e lo è), io ho una m...

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