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Visualizzazione dei post con l'etichetta Elsa Morante

Aracoeli

 E allora mi sono guardato negli occhi.  Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi  casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi  allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo  stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che  la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua  domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza. Elsa Morante

FramMenti

“Pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c'è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell'arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l'ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l'ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. Fra le due: la rosa e l'ape, secondo me, la più fortunata è l'ape. E tu? Secondo me, tu sei nato col destino più dolce e col destino più amaro: Tu sei l'ape e sei la rosa.”  — Elsa Morante, “L’ Isola di Arturo”

FramMenti

Hanno trasformato il lavoro in titoli di borsa, e i campi della terra in rendite, e tutti i valori reali della vita umana, l'arte, l'amore, l'amicizia in merci da comprare e intascare. Gli Stati sono delle banche di strozzinaggio, che investono il prezzo del lavoro e della coscienza altrui nei loro sporchi affari: fabbriche d'armi, intrallazzi e guerre omicide! Le fabbriche di beni sono dei lager di schiavi a servizio dei loro profitti. L’uomo era nato libero e loro l'hanno compresso a umiliato per farselo entrare nelle loro tasche. Elsa Morante, La storia. 

FramMenti

Hanno trasformato il lavoro in titoli di borsa, e i campi della terra in rendite, e tutti i valori reali della vita umana, l'arte, l'amore, l'amicizia in merci da comprare e intascare. Gli Stati sono delle banche di strozzinaggio, che investono il prezzo del lavoro e della coscienza altrui nei loro sporchi affari: fabbriche d'armi, intrallazzi e guerre omicide! Le fabbriche di beni sono dei lager di schiavi a servizio dei loro profitti. L’uomo era nato libero e loro l'hanno compresso a umiliato per farselo entrare nelle loro tasche. Elsa Morante, La storia.

FramMenti

La sola rivoluzione autentica è l'ANARCHIA! A-NAR-CHIA, che significa: NESSUN potere, di NESSUN tipo, a NESSUNO, su NESSUNO! Chiunque parla di rivoluzione e, insieme, di Potere, è un baro! e un falsario! E chiunque desidera il Potere, per sé o per chiunque altro, è un reazionario. (Elsa Morante)

Elsa Morante - L'isola di Arturo

Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo ad informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli. Cit. da L'isola di Arturo ‐ Incipit

Buonanotte del 15 settembre 2020

Il giorno che ogni uomo avrà il cuore valoroso e pieno d’onore, come un vero re, tutte le antipatie saranno buttate a mare. E la gente non saprà più che farsene, allora, dei re. Perché ogni uomo, sarà re di se stesso! (E. Morante)

Uomo mediocre

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare. Elsa Morante Qualunque cos...

Buonanotte del 28 gennaio 2019

La mia fantasia non saprà mai concepire la ristrettezza della morte. A confronto di questa infima misura, diventano signorie sconfinate non dico l’esistenza di un misero prigioniero dentro una cella, ma perfino quella di un riccio attaccato alla scoglio, perfino quella di una tignola! La morte è un’irrealtà insensata, che non significa niente, e vorrebbe intorbidare la chiarezza meravigliosa della realtà. — Elsa Morante, L’isola di Arturo

Elsa Morante

Il 18 agosto del 1912, nasce a Roma Elsa Morante Dalle altre femmine, uno può salvarsi, può scoraggiare il loro amore; ma dalla madre chi ti salva? (L'isola di Arturo)

Buonanotte del 11 luglio 2017

Non mi resta allora che rifugiarmi in fretta dentro al letto. E qua, ritirato il ponte levatoio fra me stesso e la mia presenza adesso, mi sento quasi in salvo, scomparso fino a domani. Rannicchiati nel buio sotto le lenzuola, infine si è latitanti, in una anarchia senza forme, nè anamnesi, nè identità. E ci si può fingere altri, come si vuole: belli, freschi, fanciulli. Elsa Morante

L'isola di Arturo

Quelli come te, che hanno due sangui diversi nelle vene, non trovano mai riposo né contentezza; e mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via. Tu te ne andrai da un luogo all’altro, come se fuggissi di prigione, o corressi in cerca di qualcuno; ma in realtà inseguirai soltanto le sorti diverse che si mischiano nel tuo sangue, perché il tuo sangue è come un animale doppio, è come un cavallo grifone, come una sirena. E potrai anche trovare qualche compagnia di tuo gusto, fra tanta gente che s’incontra al mondo; però, molto spesso, te ne starai solo. Un sangue-misto di rado si trova contento in compagnia: c’è sempre qualcosa che gli fa ombra, ma in realtà è lui che si fa ombra da se stesso, come il ladro e il tesoro, che si fanno ombra uno con l’altro. Elsa Morante

Buonanotte del 22 maggio 2017

L'amore vero è così: non ha nessuno scopo e nessuna ragione, e non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana. — [Elsa Morante, ‘L'isola di Arturo’]

Menzogna e sortilegio

Il mio tempo e il mio spazio, e la sola realtà che m’apparteneva, eran confinati nella mia piccola camera. Io ero, difatti, venuta in possesso dell’ultima e più importante eredità lasciatami dai miei genitori: la menzogna, ch’essi m’avevano trasmessa come un morbo. Veramente, i loro casi funesti, che nell’infanzia m’avevano tanto turbata, erano i più adatti a immunizzarmi dal nostro morbo ereditario. Essi mi mostravano, infatti, la disumana, solitaria fine riserbata a chi rifiuta la sorte assegnatagli in questa vita; e si finge uno scenario e una compagnia di menzogne, eleggendole a sua sola verità. E partecipa ad esse, come un demente condotto a teatro, il quale si spaventa alla tragedia rappresentata, e urla vedendo la primadonna trafitta, e vuol precipitarsi sulla ribalta ad uccidere il tiranno. Ma il povero folle ha per sua giustificazione, se non altro, la propria inesperienza di finzioni e di teatri, o, quanto meno, il non aver lui medesimo assistito o cooperato all’allestimento...

Elsa Morante

Il 18 agosto 1912, nasce a Roma Elsa Morante Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu "lui", mi sembra, il primo ad informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli. (L'isola di Arturo)

Ape e rosa

Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. E tu, Wilhelm? Secondo me, tu, Wilhelm mio, sei nato col destino più dolce e col destino più amaro: tu sei l’ape e sei la rosa. E. Morante, L’isola di Arturo

Aracoeli

E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Se stesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza. Elsa Morante

La storia

Era di abitudini modeste, e di carattere timido, specie fra gli estranei. Però la sua natura introversa covava alcune vampe tormentose, che si vedevano bruciare nel buio dei suoi occhi di zingara. Erano, per esempio, degli eccessi inconfessati di sentimentalismo giovanile… Ma erano, soprattutto, delle inquietudini sotterranee, capaci di assediarla giorno e notte con vari pretesti, che le diventavano addirittura delle fissazioni. Fino a che, rodendole i nervi, le si sfogavano, fra le mura di casa, in forme inconsulte e vessatorie. Elsa Morante

Aracoeli

A volte - specie in certe solitudini estreme - nei vivi prende a battere una pulsione dispersata, che li stimola a cercare i loro morti non solo nel tempo, ma anche nello spazio. C’è chi li insegue all’indietro nel passato e chi si protende al miraggio di raggiungerli in un futuro ultimo; e c’è chi, non sapendo pià dove andare senza di loro, corre i luoghi, su una qualche loro pista possibile. Elsa Morante

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