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La settima onda

Cara Emmi, nella parte più interna della mia mano sinistra, suppergiù al centro, dove la linea della vita è intralciata da grandi pieghe ad arco e devia verso l’arteria radiale, lì c’è un punto. Lo osservo, ma non riesco a vederlo. Lo fisso, ma non si lascia trattenere. Posso solo sentirlo. Lo percepisco anche a occhi chiusi. Un punto. E’ così forte al tatto che mi vengono le vertigini. Quando mi concentro su di esso, il suo effetto si propaga fino alle punte dei piedi. Mi pizzica, mi solletica, mi riscalda, mi scuote. Stimola la circolazione del sangue, dirige il mio polso, decide il ritmo del battito cardiaco. E nella testa fa l’effetto inebriante di una droga, dilata la mia coscienza, allarga il mio orizzonte. Un punto. Potrei ridere dalla gioia, da quanto mi fa bene. Potrei piangere dalla felicità di possederlo e di esserne stato catturato e ricolmo fino alle membra più sottili. Cara Emmi, nella parte più interna della mia mano sinistra, là dove si trova quel punto, oggi pomerig...

Buonanotte del 5 gennaio 2014

Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente. Daniel Glattauer - Le ho mai raccontato del vento del nord

Buonanotte del 21 ottobre 2013

Lei è come una seconda voce dentro di me che mi accompagna durante la giornata. Ha trasformato il mio monologo interiore in un dialogo. Arricchisce la mia vita interiore. Daniel Glattauer - Le ho mai raccontato del vento del nord

Buonanotte del 13 ottobre 2012

La fuga non è mai un punto d’arrivo, è sempre e soltanto un rinvio. D. Glattauer

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