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FramMenti

Dover usare una quantità sempre maggiore del tatto che aveva - e della pazienza che probabilmente non sapeva di avere, poiché finora non le era mai capitato di aver bisogno di pazienza.   (W. Faulkner)

William Faulkner

Il 6 luglio 1962, muore a Oxford (Mississippi) William Faulkner , Nobel per la Letteratura 1949 Sognate e mirate sempre più in alto di quello che ritenete alla vostra portata. Non cercate solo di superare i vostri contemporanei o i vostri predecessori. Cercate, piuttosto, di superare voi stessi. (Sartoris)

L’urlo e il furore

Quando lo cominciai non avevo piani precisi. Non stavo nemmeno scrivendo un libro. In precedenza avevo scritto tre romanzi, con sempre meno facilità, piacere o ricompensa e guadagno. Il terzo lo offrii a destra e a manca per tre anni durante i quali lo portai di editore in editore con una sorta di testarda e sempre più debole speranza di giustificare almeno la carta usata e il tempo impiegato per scriverlo. Immagino che a un certo punto la speranza sia morta, perché un giorno fu come se una porta si fosse chiusa in silenzio e per sempre tra me e tutti gli indirizzi e i programmi dei miei editori e dissi a me stesso: Ora posso scrivere. Ora posso davvero scrivere. Al che, io che avevo tre fratelli e nemmeno una sorella, destinato a perdere la mia prima figlia ancora piccola, iniziai a scrivere di una ragazzina. Al momento no capii che stavo cercando di fabbricare la sorella che non avevo e la figlia che avrei perso, benché la prima si potesse intuire nel dettaglio che Caddy aveva tre...

Buongiorno del 9 marzo 2014

Sognate e mirate sempre più in alto di quello che ritenete alla vostra portata. Non cercate solo di superare i vostri contemporanei o i vostri predecessori. Cercate, piuttosto, di superare voi stessi. William Faulkner

L’urlo e il furore

“...e lui tu non sopporti il pensiero che un giorno non farà più male questo ti piace ecco il punto si direbbe che tu la veda solo come una di quelle esperienze che per così dire t’imbiancano i capelli nello spazio di una notte senza affatto mutare il tuo aspetto non lo farai in queste condizioni sarà un gioco d’azzardo e lo strano è che l’uomo il quale è concepito per caso e ogni respiro del quale è un altro tiro di dadi già truccati per imbrogliarlo si rifiuta di affrontare quell’ultima forza che sa in anticipo di dover sicuramente affrontare senza ricorrere a espedienti che vanno dalla violenza a ridicoli sofismi che non ingannerebbero un bambino finché un giorno disgustatissimo rischia tutto su una mano di carte al buio nessun uomo fa mai una cosa simile al primo impulso della disperazione o del rimorso o del dolore lo fa solo quando si è reso conto che anche al disperazione o il rimorso o il dolore non ha molta importanza per il tenebroso giocatore di dadi e io passeggero? e lui ...

L’urlo e il furore

Mi sedetti sul ciglio della strada. Foltissima, l’erba mi arrivava alla caviglia. Le ombre sulla strada erano ferme come se ce le avessero impresse con uno stampino, con oblique matite di sole. Ma si trattava solo di un treno, e dopo un po’ si spense dietro gli alberi, il lungo rimbombo, e allora sentii l’orologio e il treno che svaniva, come si si avventasse chissà dove attraverso un altro mese o un’altra estate, correndo via sotto l’immobile gabbiano e tutte le cose in movimento. William Faulkner

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