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Visualizzazione dei post con l'etichetta Henry Miller

FramMenti

La nostra destinazione non è mai un luogo ma un modo nuovo di vedere le cose.  (H. Miller)

FramMenti

“Si leva da un mare di facce e mi abbraccia, mi abbraccia con passione; mille occhi, nasi, dita, gambe, bottiglie, finestre, borse, piatti, tutti ci fissano e noi uno nelle braccia dell'altro, dimentichi. Mi siedo accanto a lei ed ella parla, un fiume di parole. Frenetici vaneggiamenti di isteria, perversione, lebbra. Non sento una parola, perché lei è bella e io l'amo e ora sono felice e sarei pronto a morire.” — Henry Miller, Tropico del Cancro 

FramMenti

Ma se vuoi ridere quando gli altri ridono e piangere quando piangono gli altri, devi essere pronto a morire come muoiono gli altri, a vivere come vivono gli altri. Significa essere nel giusto e al tempo stesso riceverne il peggio. Significa essere morto mentre sei vivo e vivo solo quando sei morto. In questa compagnia il mondo ha sempre un aspetto normale, anche nelle più anormali condizioni. Nulla è giusto o sbagliato, ma il pensiero lo fa tale. Tu non credi più nella realtà ma nel pensiero. E quando sei spinto oltre la soglia della morte i tuoi pensieri se ne vanno con te e non ti servono più a niente. — Tropico del capricorno, Henry Miller

FramMenti

“Come si può far capire a un'altra persona che cosa sta realmente accadendo dentro di te? Se mi fossi rotto una gamba, avrebbe lasciato tutto a mezzo. Ma se il cuore ti si sta spaccando per la felicità… be’, è un pochino noioso, ecco. Le lacrime sono più facili a sopportarsi della gioia. La gioia è distruttiva: fa sentire gli altri a disagio.”   — Henry Miller, Sexus, 1949. Parte prima, cap. II

Buonanotte del 23 settembre 2019

“La nostra meta non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose.” — Henry Miller

Buonanotte del 2 giugno 2019

Sagome andavano e venivano davanti alle finestre, vestite in tutti i modi. Si stavano accingendo a rientrare in casa per prepararsi all'insignificante monotonia del domani. Uno su centomila avrebbe potuto sottrarsi alla condanna generale; in quanto agli altri, sarebbe stato un atto di misericordia se qualcuno fosse venuto nella notte a tagliar loro la gola mentre dormivano. Credere che quelle misere vittime avessero in sé la capacità di creare un mondo nuovo era pura follia. Sexus - Henry Miller

Il libro degli amici

Non so che cosa ci voglia per sopravvivere in questo dannato paese. Bisogna avere la moralità e la ferocia di una donnola, l’aggressività di un pugile, la spietatezza di un assassino, la crudeltà di un grosso magnate – e in più un barile pieno di fortuna. Joe era un povero diavolo, ma era un gran cavaliere in confronto ai tipi che oggi vanno per la maggiore. Sebbene non volesse aver niente a che fare con il Papa o con la Chiesa, in circostanze diverse, sarebbe potuto diventare un buon prete irlandese. Gli mancava solo la stupidità e l’intolleranza bigotta. —  Henry Miller

Buonanotte del 9 dicembre 2016

Più scrivo più divento un essere umano. Ho scritto cose che possono essere sembrate mostruose (ad alcuni), perché erano offensive, ma scriverle mi ha reso più umano. Stavo buttando fuori il veleno. — Henry Miller

Arthur Miller

Il 17 ottobre del 1915, nasce a New York Arthur Miller Si può mai ricordare l'amore? E' come evocare un profumo di rose in una cantina. Puoi richiamare l'immagine di una rosa, non il suo profumo. (Dopo la caduta)

Buonanotte del 8 maggio 2015

Il cuore umano è indistruttibile. Tu immagini soltanto che sia spezzato. In realtà è lo spirito che subisce il vero colpo. Ma anche lo spirito è forte, e se lo desideri, si può sempre riprendere. — Henry Miller

Buonanotte del 7 novembre 2014

Se attualmente siamo incapaci di distinguere fra un soggetto elevato e uno vile, fra una visione ampia e una relativamente ristretta, restiamo del tutto abbandonati agli affetti toccati... Arthur Miller

Cambiare

Non possiamo cambiare neppure una virgola del nostro passato, né cancellare i danni che ci furono inflitti nell’infanzia. Possiamo però cambiare noi stessi,”riparare i guasti”, riacquisire la nostra integrità perduta. Possiamo far questo nel momento in cui decidiamo di osservare più da vicino le conoscenze che riguardano gli eventi passati e che sono memorizzate nel nostro corpo, per accostarle alla nostra coscienza. Si tratta indubbiamente di una strada impervia, ma è l’unica che ci dia la possibilità di abbandonare infine la prigione invisibile – e tuttavia così crudele – dell’infanzia e di trasformarci, da vittime inconsapevoli del passato, in individui responsabili che conoscono la propria storia e hanno imparato a convivere con essa. Alice Miller

Buonanotte del 23 agosto 2013

Non riesco levarmi di mente lo scarto che c'è fra idee e vita. Uno scarto permanente, per quanto noi cerchiamo di celarlo con lucida tenda. E non va. Le idee debbono sposarsi all'azione; se in loro non vi è sesso, non vita, non c'è azione. Henry Miller

Assassinio

“C’è una vecchia storia su un uomo che aveva commesso cinquantadue omicidi. È il caso di ripeterla… Secondo la storia, fu dopo il cinquantaduesimo delitto che l’assassino venne colto dai rimorsi e decise di cercare un santo per emendarsi. Visse alcuni anni col santo, facendo tutto ciò che gli era ordinato e impegnandosi a fondo per avere la meglio sulla sua natura malvagia. Poi un giorno il santo gli disse che era libero di riprendere la sua vita nel mondo, che non doveva più aver paura di commettere altri delitti. Dapprima l’uomo fu pazzo di gioia, ma l’esaltazione cedette presto il passo alla paura e al dubbio. Come poteva essere certo che non avrebbe più peccato? Pregò il santo di dargli un segno, una prova tangibile che era liberato per davvero. E così il santo gli diede un drappo nero, dicendogli che quando il drappo fosse diventato bianco avrebbe potuto essere assolutamente certo della propria innocenza. L’uomo partì e riprese la sua vita nel mondo. Una dozzina di volte al gio...

Impermanenza

Amo tutto ciò che scorre, tutto ciò che ha in sé tempo e divenire, che ci riporta al principio dove non c’è mai fine: la violenza dei profeti, l’oscenità che è estasi, la saggezza del fanatico, il prete con la sua gommosa litania, le parole sozze della puttana, lo sputo portato via nella fogna, il latte della mammella e l’amaro miele che si riversa dall’utero, tutto ciò che è fluido, fuso, dissoluto e dissolvente, tutto il pus e il sudiciume che scorrendo si purifica, che perde il suo senso originario, che fa il grande circuito verso la morte e la dissoluzione. Il grande desiderio incestuoso è scorrere all’unisono col tempo, fondere la grande immagine dell’aldilà con quella dell’hic et nunc. Un desiderio fatuo, suicida, reso stitico dalle parole e paralizzato dal pensiero. Henry Miller

Buonanotte del 13 gennaio 2013

Sono un uomo libero, ho bisogno della libertà, ho bisogno di stare da solo, ho bisogno di rimuginare tra me e me le mie vergogne e le mie tristezze, di godermi il sole e i sassi della strada senza compagnia e senza discorsi, colla sola musica nel cuore. Tropico del cancro Henry Miller

Tropico del Capricorno

Sapevo in cuor mio che ella cercava di liberarsi di me, ma ero troppo vile per ammetterlo. Ma quando capii che ella poteva fare a meno di me, anche per un tempo limitato, la verità che avevo cercato di escludere cominciò a crescere con rapidità allarmante. Era una cosa più dolorosa di quanto abbia mai provato prima, ma faceva anche bene. Quando fui completamente vuoto, quando la solitudine fu giunta a un punto tale che non si poteva acuire di più, all’improvviso io sentii che, continuando a vivere, questa intollerabile verità doveva incorporarsi in qualcosa di più grande del quadro della sventura personale. Henry Miller

Tropico del Cancro

Una volta pensavo che essere umano fosse la maggiore meta dell’uomo, ma oggi vedo che questo significava distruggermi. Oggi mi vanto di poter dire che sono disumano, che appartengo non agli uomini e ai governi, che non ho nulla a che fare coi credi e coi principii. Non ho nulla a che fare con la cigolante macchina dell’umanità – io appartengo alla terra! Lo dico giacendo sul cuscino e sento le corna che mi spuntano dalle tempie. Vedo attorno a me tutti quei miei pazzi antenati che danzano attorno al mio letto, che mi consolano, che mi stimolano, che mi flagellano con le loro lingue di serpe, che ghignano e irridono coi loro teschi grotteschi. Io sono disumano. Henry Miller

Tropico del Cancro

Nulla mi tocca, né i terremoti, né le esplosioni, né i tumulti, né la carestia, né le collisioni, né le guerre, né le rivoluzioni. Sono vaccinato contro ogni malattia, sciagura, dolore, tristezza. È la sublimazione di una vita di fortezza. Seduto nella mia piccola nicchia, tutti i veleni che il mondo secerne ogni giorno mi passano per le mani. Nemmeno una macchia su un’unghia. Me la passo meglio di un assistente di laboratorio, perché qui non ci son nemmeno cattivi odori, solo l’odore del piombo fuso. Il mondo può anche scoppiare- io sarò sempre qui a mettere una virgola, un punto e virgola. Henry Miller

Tropico del Cancro

Non so come, la constatazione che non c’era più nulla da sperare ebbe su di me un effetto salutare. Per settimane e mesi, per anni , anzi per tutta la vita, io avevo atteso che qualcosa succedesse, un evento estrinseco che alterasse la mia vita, ed ora all’improvviso mi sentii sollevato, mi sentii come mi avessero tolto dalle spalle un grande peso. Mentre m’incamminavo verso Montparnasse decisi di lasciarmi andare alla corrente, di non fare la minima resistenza al destino, in qualsiasi forma si presentasse. Niente che m’era successo finora era bastato a distruggermi; nulla era andato distrutto, se non le mie illusioni. Io ero intatto. Il mondo era intatto. Domani poteva anche esserci la rivoluzione, l’epidemia,il terremoto; domani poteva non restare viva un’anima a cui volgersi per compassione, per aiuto,per fede. A me sembrava che la grande calamità si fosse già manifestata, che io non potevo esser più veramente solo che in quel preciso momento. Decisi che non mi sarei attaccato a nul...

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