Una storia vera
Mi chiamo Gina e ho una mucca. La mucca la mungo tutte le mattine e tutte le sere. Devo nascondere il latte, perché quando è l'ora della mungitura loro arrivano. Li sento da lontano. Picchiano gli stivali sul selciato e ridono forte. Sono sempre in gruppetti di quattro o cinque, perché così esprimono meglio la loro prepotenza, si fanno forti l'uno con l'altro. Da soli non sono poi così tanto coraggiosi. Quando sento che sono davanti alla porta della stalla comincio a sudare, perché so come va a finire, ma temo sempre che possa succedere qualcosa di grave. Hanno i fucili e quando spalancano con un calcio il portone ce li puntano addosso, a noi che siamo armati solo di rastrello e forcone di legno per dare il foraggio alle bestie, ma che abbiamo una voglia matta di romperglielo in testa. Il papà dice di stare calmi, di lasciarli fare, che poi son contenti delle loro mascalzonate e se ne vanno. Ci gridano sempre le solite cose, che loro sono i più forti e che mio papà dovrebbe...