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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marguerite Yourcenar

FramMenti

«Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.» Marguerite Yourcenar

FramMenti

 Certi mezzi di comunicazione di massa al servizio d’interessi più o meno mascherati rovesceranno sul mondo, con visioni e rumori fantomatici, un oppio dei popoli più insidioso di quello che nessuna religione sia mai stata accusata di diffondere. Una falsa abbondanza, dissimulando l’erosione crescente delle risorse, distribuirà cibi sempre più adulterati e divertimenti sempre più gregari, panem et circenses di società che si credono libere. Marguerite Yourcenar, Archivi del Nord, Einaudi, p. 259

FramMenti

Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. [...] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare».   (Marguerite Yourcenar, Archivi del Nord)

Un tempo

 Un tempo, ho creduto che un certo gusto per la bellezza avrebbe surrogato per me la virtù, e avrebbe saputo immunizzarmi dalle tentazioni troppo volgari. M'ingannavo. Chi ama il bello finisce per trovarne ovunque, come un filone d'oro che scorre anche nella ganga più ignobile, e quando ha tra le mani questi mirabili frammenti, anche se insudiciati e imperfetti, prova il piacere raro dell'intenditore che è il solo a collezionare ceramiche ritenute comuni. Per un uomo di gusto, poi, l'ostacolo più grave consiste nel fatto di occupare una posizione preminente, che implica ineluttabilmente il rischio dell'adulazione e della menzogna. Il pensiero che in mia presenza qualcuno snaturi, sia pure di un'ombra, l'esser suo, può giungere a farmelo compiangere, disprezzare, odiare persino. Ho sofferto di questi inconvenienti della mia fortuna come un povero di quelli della sua miseria. Ancora un passo, e avrei accettato la finzione che consiste nel pretendere di sedurre...

FramMenti

«Più invecchio anch’io più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. […] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare».  Marguerite Yourcenar - Archivi del Nord

La vita in faccia

Uno di questi racconti mi commosse tanto da iscriversi per sempre tra i miei ricordi più intimi, i miei simboli personali. Non appena giunto a Caraci, l'imperatore stremato era andato a sedersi sulla ghiaia, a contemplare le torbide acque del Golfo Persico. Si era ancora all'epoca in cui non dubitava della vittoria; eppure, per la prima volta, fu sopraffatto dall'immensità del mondo, dal terrore della vecchiaia, da quello dei limiti che ci rinserrano tutti. Grosse lacrime rigarono il volto di quell'uomo che si credeva incapace di piangere. L'imperatore, che aveva portato le aquile romane su lidi inesplorati fino a quel giorno, comprese che non si sarebbe imbarcato mai su quel mare tanto vagheggiato: l'India, la Battriana, tutto l'Oriente oscuro di cui s'era inebriato a distanza sarebbe restato per lui un nome, una visione. L'indomani, notizie funeste lo costrinsero a ripartire. Tutte le volte che il destino mi ha detto no, ho ricordato quelle lacrime...

Buonanotte del 6 ottobre 2020

Sapevo che il bene e il male sono una questione d’abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all’interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa volto.   Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano

Buonanotte del 19 febbraio 2020

È strano che per noi cristiani i cosiddetti disordini della carne costituiscano il male per eccellenza,” disse Zenone meditabondo. “Nessuno punisce con rabbia e disgusto la brutalità, l’efferatezza, la barbarie, l’ingiustizia. Non passerà per la mente a nessuno domani di trovare oscene le brave persone che verranno a guardare i miei contorcimenti tra le fiamme. — Marguerite Yourcenar, L’opera al nero

L’opera al nero

Per tutto l’inverno, i gomiti a una finestra, alta, tra il cielo freddo e la superficie gelata del lago, egli si dedicò a calcolare la posizione delle stelle atte a portare felicità o disgrazie alla dinastia dei Vasa, aiutato in questo compito dal giovane principe Erik, divorato da una sete morbosa di quelle scienze pericolose. Invano Zenone gli ripeteva che gli astri imprimono un indirizzo ai nostri destini ma non li decidono, e che altrettanto forte e misterioso regolatore della nostra vita e obbediente a leggi più complicate delle nostre, è quell’astro rosso che palpita nel buio del corpo, sospeso nella sua gabbia d’ossa e di carne. Ma Erik era di quelli che preferiscono ricevere il loro destino dal di fuori, sia per orgoglio, poiché trovava bello che lo stesso cielo si occupasse della sua sorte, sia per indolenza, per non dover rispondere né del bene né del male che portava in sé, credeva agli astri come, ad onta della fede riformata che aveva ricevuto dal padre, pregava i santi e...

Buonanotte del 22 febbraio 2019

Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada. Marguerite Yourcenar

Buonanotte del 21 dicembre 2018

Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? — Memorie di Adriano - M. Yourcenar

Buonanotte del 28 settembre 2018

Non si vede due volte lo stesso ciliegio, nè la stessa luna contro cui si staglia un pino. Ogni momento è ultimo, perchè è unico. — Marguerite Yourcenar

Buonanotte del 10 agosto 2018

Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? — Memorie di Adriano - M. Yourcenar

Alexis o il trattato della lotta vana

La vita, Monique, è molto più complessa di tutte le possibili definizioni; ogni immagine semplificata rischia sempre di essere volgare. La vita è qualcosa di più della poesia; è qualcosa di più della fisiologia e persino della morale, in cui ho creduto per tanto tempo. È tutto ciò e molto di più ancora: è la vita. È il nostro solo bene e la nostra sola maledizione. Noi viviamo, Monique; ognuno di noi ha la sua vita particolare, unica, determinata da tutto il passato, sul quale non abbiamo alcun potere, e che determinerà a sua volta, per poco che sia, tutto il futuro. La nostra vita. La vita che appartiene a noi soli, che non si ripeterà una seconda volta e che non siamo certi di comprendere del tutto. E ciò che sto dicendo della vita intera lo potrei dire di ogni momento di una vita. Gli altri vedono la nostra presenza, i nostri gesti, e come le parole si formano sulle nostre labbra; soli, noi vediamo la nostra vita. Questo è strano: la vediamo; stupiamo che sia così, e non possiamo...

Buonanotte del 12 marzo 2018

Ogni uomo, nel corso della sua breve esistenza, deve scegliere eternamente tra la speranza insonne e la saggia rinuncia a ogni speranza, tra i piacere dell’anarchia e quelli dell’ordine, tra il Titano e l’Olimpico. Scegliere tra essi, o riuscire a comporre, tra essi, l’armonia. —  Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano

Il colpo di grazia

Quel gesto che ella aveva impiegato qualcosa come dieci settimane per compiere, io lo accettai, è questa la cosa più sorprendente. Ora che lei è morta e che io ho cessato di credere ai miracoli, sono riconoscente a me stesso di aver baciato, almeno una volta, quella bocca e quei capelli ispidi. Quella donna, simile a un immenso paese conquistato in cui io mi fossi proibito di entrare, in ogni caso mi ricordo l’esatto grado di tepore che aveva quel giorno la sua saliva, e l’odore della sua viva pelle. E se mai avessi potuto amare Sofia con tutta la semplicità dei sensi e del cuore, sarebbe stato proprio in quel minuto in cui avevamo tutti e due un’innocenza da resuscitati. Ella palpitava contro di me, e nessun incontro femminile dovuto alla prostituzione o all’avventura mi aveva preparato a una simile violenta, orribile dolcezza. Marguerite Yourcenar

Buonanotte del 21 giugno 2016

… sapevo che il bene e il male sono una questione d'abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto. — Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano 1951

Particella

Se ogni particella di un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo, anziché ispirarci tutt'al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più di uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest'ultimo. — Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar

Archivi del Nord

Più invecchio anch'io, più mi accorgo che l'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi che ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. Il viso liscio di Michel bambino e quello inciso al bulino di Michel vecchio si somigliano, ciò che non sempre accade con i visi intermedi della giovinezza e della maturità. Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l'intervallo sembra un vano tumulto, un'agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare. — Marguerite Yourcenar

Buonanotte del 2 novembre 2015

Agire e pensare come tutti non è mai una garanzia e non è sempre una giustificazione. — Marguerite Yourcenar, Archivi del Nord, 1977

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