Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Paolo Volponi

Le mosche del capitale

“Saraccini incontrò Lanuti. Chissà quale giro di trame, quali improbabili manovre costui stava compiendo. Gli si parò davanti e con sfacciataggine lo interpellò: – Ti vedo scuro, Saraccini, come mai? Dubbi esistenziali, immagino, dubbi culturali… che la tua accesa sensibilità laica… Sei preso dal pensiero di conciliare industria e sinistra, libertà e marxismo… inutile, mio caro, tempo perso, sei in ritardo. Il marxismo è finito. È stato scientificamente smascherato il suo errore basilare, sia da un punto di vista storico che antropologico. La gente ha paura dell’uguaglianza, ha paura delle responsabilità attive e diffuse. La gente vuole obbedire e lavorare in pace, in una serena condizione di dipendenza e di benessere. Se poi vuol cercare qualcosa, a lato o sopra, è Dio che cerca, è la natura… E non rispondermi banalmente che Dio e la paura sono la stessa cosa… Sulla paura poggia il mondo, almeno quello politico-economico, e bisogna saperne tener conto. Se tu vincerai, come credo, qui...

Paolo Volponi

Il 6 febbraio del 1924, nasce a Urbino Paolo Volponi Coloro che hanno progettato l'uomo come macchina non potevano dargli un programma con un istinto come lo diedero agli animali, perché mentre essi devono restare sempre tali e quali, l'uomo doveva ripetere l'opera dei suoi progettisti, però con materiali o forme diverse... (La macchina mondiale) Debbo trovare qui, in questo pantano, una vena pulita. Ci deve pur essere un modo onesto. forse lo studio può indicarlo: non lo studio per proprio conto, ma lo studio di questa realtà. (La strada per Roma)

Etichette

Mostra di più