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FramMenti

Era meglio non alimentare quel sogno - in cui la vita vera si mescolava alla costruzione mentale - che a poco a poco stava diventando inoffensivo. Crescendo se ne distaccava, come capita ad un libro letto e appassionatamente amato durante l'infanzia. Lo amiamo ancora, ma prima vi credevamo anche. Ora sappiamo che è solo poesia, invenzione, chimere, meno di niente… Ma doveva fare attenzione a non riportare da quella stupida passeggiata davanti a una porta - che per lei sarebbe sempre rimasta chiusa - alcun dettaglio concreto: la forma di un viso, una voce, uno sguardo… Avrebbe rischiato di ricreare d'un tratto il sogno, di dargli lo spessore, l'evidenza, il sapore del reale. I. Némirovsky, "I cani e i lupi"

FramMenti

Ma allora cos'è che ti conforta? La certezza della mia libertà interiore - disse lui dopo aver riflettuto - questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscono poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò, prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare. Irène Némirovsky

Buonanotte del 9 ottobre 2020

Gli eventi importanti, buoni o cattivi che siano, non mutano l'animo di un uomo ma lo definiscono, come una ventata che spazzando improvvisamente via le foglie morte rivela la forma di un albero: mettono in luce quanto era in ombra, indirizzano l'animo secondo il verso in cui si svilupperà in futuro.  Irène Némirovsky, Suite francese

Buonanotte del 28 agosto 2020

Che ciò che ha avuto un inizio è fatalmente destinato a finire. In sostanza, che le catastrofi cessano e che bisogna cercare di non cessare prima di loro, ecco tutto. Irène Némirovsky, Suite francese

I cani e i lupi

E poi era meglio non alimentare quel sogno - in cui la vita vera si mescolava alla costruzione mentale - che a poco a poco stava diventando inoffensivo. Crescendo se ne distaccava, come capita ad un libro letto e appassionatamente amato durante l'infanzia. Lo amiamo ancora, ma prima vi credevamo anche. Ora sappiamo che è solo poesia, invenzione, chimere, meno di niente… Ma Ada doveva fare attenzione a non riportare da quella stupida passeggiata davanti a una porta - che per lei sarebbe sempre rimasta chiusa - alcun dettaglio concreto: la forma di un viso, una voce, uno sguardo… Avrebbe rischiato di ricreare d'un tratto il sogno, di dargli lo spessore, l'evidenza, il sapore del reale. — Irène Némirovsky

Buonanotte del 27 febbraio 2018

Non possiamo illuderci di conoscere il mare senza averlo visto nella tempesta come nella calma. —  Suite francese,  Irène Némirovsky

I cani e i lupi

Sono andata avanti per anni senza vederti, quasi senza conoscerti, e tu eri mio esattamente come adesso. Io, che sono abituata ad aspettarmi il peggio, non ho paura di perderti. Puoi dimenticarmi, abbandonarmi, lasciarmi, sarai sempre e solo mio. Ti ho inventato io, amore mio. Sei molto più che il mio amante. Sei una mia creatura. È per questo che mi appartieni, quasi tuo malgrado. — Irène Némirovsky

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