Il silenzio della virtù
Ora, comincerò questo articolo con Il barone rampante. Fino a qui, nulla di strano. Se non fosse che finirà con Salò o le 120 giornate di Sodoma. Sono ammattito? Aspettate a dirlo, tanto più che posso ben farlo, ho qui un’arma diabolica. Un filo. Un filo capace di legare qualsiasi cosa, lo chiamano ragionamento. Allora, quando lessi Calvino, quel Calvino, a un certo punto dovetti fermarmi. Non ero stanco, anzi. Non avevo conosciuto lettura più agevole. Fui infastidito perfino dal mio proposito, ma dovetti farlo. C’erano cinque o sei frasi di un peso specifico maggiore, anzi enorme. Reclamavano tutte una matita. E una sottolineatura. “Uno sfrascar sui rami ed ecco, da un alto fico affaccia il capo Cosimo, tra foglia e foglia, ansando. Lei, di sotto in su, con quel frustino in bocca, guardava lui e loro appiattiti tutti nello stesso sguardo. Cosimo non resse: ancora con la lingua fuori sbottò: – Sai che non sono mai sceso dagli alberi da allora ? Le imprese che si basano su di ...