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Visualizzazione dei post con l'etichetta Natalino Balasso

Retoriche

Ho sempre trovato vacuamente retorico l’inno di Mameli, non per il buon Mameli, che era anche tanto giovane e quindi giustificabile, ma perché qualunque inno è necessariamente retorico. Ora che lo canta Benigni non vedo perché dovrei cambiare idea. Se poi dovessimo cantarlo tutto intero, ci sarebbero anche strofe a dir poco imbarazzanti per chi crede nella democrazia. Che l’Italia sia unita nella crescita culturale e sociale di un Paese mi va bene, che l’Italia sia unita nella retorica del volemosebene o dell’orgoglio dei soldati no. L’orgoglio è un sentimento pericoloso, non vedo perché dovrei sentirmi orgoglioso di essere italiano, quando questo dovrebbe significare che preferisco essere italiano invece di francese o lèttone o curdo o israeliano o americano. Mi sarebbe indifferente appartenere a qualsiasi nazionalità, perché ritengo che l’amor patrio sia una cosa vuota oltre che pericolosa. E in fondo non è da questo che nascono le guerre? Non è dagli inni nazionali? Non è dallo...

Vestito

Sbagliano indirizzo, non riagganciano bene il telefono, non si rendono conto che c’è una persona nel luogo in cui si trovano. E la stampa per tre giorni ha parlato di professionisti perfettamente addestrati. Ma anche i professionisti della crisi di nervi non scherzano: per giorni hanno detto che questo è il risultato degli sbarchi di clandestini, mentre i terroristi erano gente cresciuta, se non nata in Europa, frutto più del colonialismo che della clandestinità. Uno scrittore geniale, Stefano Benni, molti anni fa immaginò in un suo romanzo una società del futuro nella quale sugli schermi era sempre presente una barra. Questa barra indicava il “livello di preoccupazione”. Il livello di preoccupazione era l’indicatore attorno a cui ruotava la valutazione del resto. In questi giorni Angelino Alfano ha detto che in Italia siamo in stato di massima allerta e persino quelli del 5 Stelle hanno detto che bisognerebbe preoccuparsi di più, diffidando del ministro. Quando a ucciderti sono...

Mambo

Clown ignoranti e sapienti tristi si rassomigliano molto, tutti dedicano il loro tempo a distrarvi. Lo fanno perché state camminando sul filo. Lo fanno per il vostro bene, se guardate di sotto è peggio. Siate clementi perciò con chi, a differenza di voi, ha visto il vuoto. Tutto il vuoto. E non ce la fa a ballare il vostro mambo isterico. Natalino Balasso

Proteste e beneficenza

È indubbio che le proteste sono come le richieste di beneficenza: arrivano sotto le feste. Mentre i giornali fanno un po’ di confusione e infilano sotto l’egida dei forconi qualunque assembramento utilizzi vin brulè, stanno sfilando sindacati di polizia, gruppi Rom (a Milano), sindacati e studenti contro Cota (a Torino), e molte altre proteste volte a supplicare qualche briciola ai potenti. Nel frattempo i potenti utilizzano lubrificanti di fortuna (non ultima la finta proposta di abolizione del finanziamento ai partiti) per spingerla nel culo ai poveracci con più agio. Nelle stanze del potere si è detto che le frodi alle assicurazioni sono troppe e quindi è d’uopo, come diceva Monti, introdurre la scatola nera obbligatoria. Cos’è? Un cazzo di marchingegno che ovviamente dovrai pagare tu, dopo essere tornato a casa dalle proteste, come è successo per le fottute marmitte catalitiche, come è successo per i dannati registratori di cassa, come succede per qualunque marchingegno serva ...

Culture

Non sempre i vincitori hanno imposto la loro cultura. L’albero di Natale è sopravvissuto all’annientamento del paganesimo. La moda dei tatuaggi viene da lontano, da una schiatta di vinti. La stessa cosa vale per il piercing. Gli schiavi africani, pur non avendo per secoli nessun diritto civile, hanno imposto mode musicali che ancora adesso arrangiatori forse inconsapevoli continuano a seguire. Nel ricco occidente, patria delle melodie piovute dal cielo, il ritmo dei tamburi, eredità di antichi selvaggi africani, ha sommerso le nenie dei violini. Pur col nostro apparato di ammennicoli tecnologici, al mare siamo sempre più nudi. Ci circondiamo di ciondoli pellerossa, di scacciafantasmi e altri amuleti primordiali. Nei nostri stadi gli atteggiamenti sono sempre più simili a quelli degli antichi schiavi, nelle nostre palestre tentiamo di acquisire l’aspetto di lottatori vichinghi. Vederci girare seminudi e tatuati, pieni di braccialetti, collanine e orecchini, mente ascoltiamo i tamburi d...

Il prete comunista

Il pensiero unico definisce Don Gallo "prete comunista" a seconda dal pulpito intendendo ciò come un aggettivo positivo o negativo. Chi lo intende positivamente vuol dire che si tratta di un prete che si "schiera a sinistra" nel panorama della triste competizione politica italiana. Chi lo intende negativamente vuol dire che se tutti i preti fossero come lui, addio benessere (hai capito, viviamo nel benessere!). Come se si potesse essere cristiani senza essere comunisti! A giudicare dall'apparato di pensiero di certi turisti dello spirito, il messaggio evangelico è questo: "Competi nel lavoro, per primeggiare, cerca di avere più degli altri, sfrutta le amicizie per imbrogliare nelle classifiche della vita. Difendi i tuoi confini nazionali con le armi, anzi, meglio se con le armi vai negli altri paesi con la scusa di qualche missione di pace. Dividi le persone in stranieri e accettabili. Abbi disprezzo non della condizione della povertà in cui tanta gente è ...

Buonanotte del 17 gennaio 2013

La legge di Murphy ai tempi di FB: Qualunque sia il livello di arguzia del post che hai appena pubblicato, i commenti lo faranno sembrare una stronzata. Natalino Balasso

Può darsi

Le parlamentarie, oltre a dimostrare che il così detto popolo del web non esiste, ma è fatto dei tanti popoli televisivi che, in questa nazione televisiva, si riversano in rete, devono rappresentare una sconfitta per tutti noi. Così come il PD non ha capito di avere perso, con la guerra frontale a Renzi, una grossa possibilità di riacquistare credito. Così come la così detta “destra”, con i suoi ansiogeni colpi di coda, rappresenta l’impossibilità di politica vera in questo paese. A guardare le cose alla lontana, tutta questa fuffa preelettorale che dura da qualche anno, indica una sconfitta per tutti noi: andranno a votare in pochi e solo quelli che in qualche modo sono coinvolti dagli apparati; i leader si consoleranno con le percentuali, tentando di rimuovere il fatto che, se da un lato sono riusciti, grazie ai megafoni televisivi e giornalistici a demonizzare quella che hanno battezzato frettolosamente come “antipolitica”, dall’altro non hanno fatto nulla per ricucire lo strap...

Tolleranza doppio zero

Leggo sul sito ufficiale del comune di Mogliano Veneto, che in quanto a sicurezza si fa forte dello slogan “Tolleranza doppio zero” (insomma, una tolleranza fior di farina), un titolo che definirei un capolavoro di semantica del terrore: “Colpite prostitute cinesi irregolari”. Mi sono subito chiesto: perché “colpite”? Di solito si usa questo verbo quando si colpisce al cuore un’organizzazione, ma qui si trattava di 2 (due) ragazze cinesi che “stentavano a parlare l’italiano”. Si dice nell’articolo che gli uomini dell’Arma entravano in un appartamento “riscontrandovi una vera e propria casa di appuntamenti abusiva”, insomma, se la casa d’appuntamenti non era abusiva (pensate voi a un palazzo della politica a caso, trasformato in casa di tolleranza; e non doppio zero…) andava tutto bene, ma l’abusivismo in campo bagascesco non verrà tollerato (doppio zero!). A parte il verbo colpire, si dice anche “prostitute cinesi irregolari” e mi sono chiesto se le due siano state “colpite” perché pr...

La religione del Tg

Da millenni, periodicamente si parla di crisi della religione. Etimologicamente potremmo dire che la religione, così come la superstizione, è ciò che rimane (religio-relitto, superstitio-superstite), una sorta di relitto superstite al diluvio dei valori precedenti. Alle religioni si accompagnano i riti e i rituali che sono il vestito esteriore delle credenze. Ma i riti non scompaiono, tutt’al più si trasformano. Se vogliamo, il telegiornale delle 20.30 è un rito di tipo religioso perché ha una sua liturgia, che consiste in un pasto da consumarsi ascoltando la “parola”. Una volta (ma purtroppo anche adesso…) si diceva: “E’ vero, l’ho sentito al telegiornale”, dunque succede che la “parola” è sinonimo di “verità”. I direttori più o meno servili dei telegiornali italiani ci stanno dimostrando che la “parola” può essere verità anche quando la somma delle parole racconta una bugia. Si può ad esempio dire che tizio è sospettato di un reato e immediatamente parlare di un altro tizio che un re...

Ecco come esportiamo la democrazia

Oggi che il secondo Paese a introdurre le leggi razziali in Europa dispensa insegnamenti di democrazia e si prodiga nel favorire lo shopping guerrafondaio per disturbare il dittatore libico con cui poco tempo prima condivideva banchetti e prostitute, è il caso di chiedersi cosa intendiamo per “esportare la democrazia” nel mondo. La prima cosa che viene da pensare è che per esportare qualcosa bisogna prima possederla, ma qui il dibattito si farebbe eterno. Prendiamo allora ad esempio l’Afghanistan. Il problema in Afghanistan era la democrazia o il petrolio? A gran voce il club degli “amici dei bombardieri” afferma che abbiamo esportato democrazia. Ma dunque perché il Paese, con un presidente simpatico agli americani, rimane uno dei più maschilisti del mondo? Perché Karzai sta aprendo ai talebani e ha proposto a febbraio una legge che chiuderà le case-rifugio per le donne perseguitate dalle proprie famiglie? C’è un interessante articolo di Monika Bulaj nell’edizione goriziana del Piccol...

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