Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Juan Ramon Jimenez

Diario di poeta e mare

Il mare intero sale e scende, in uno sperpero di forza, di grazia e d’armonia. Le onde provano tutta la loro gamma, in una finzione magica. Galoppano come puledri, s’aprono come arbusti, s’alzano come montagne, si estendono come valli, e ridono e piangono, parlano diffusamente e tacciono di colpo, e vivono del cielo e lo negano, si vestono di broccati e di sete e si spogliano tutte. La suggestione dell’acqua resa umana è evidente. In tal modo chiama la sua occulta bellezza, che, col solo dire alla nostra anima: “vieni con me”, se la porta via. E il corpo allora, persuasivo, trascina l’anima stordita, con un grande sforzo delicatissimo, dalla murata alla cabina. Juan Ramón Jiménez 

J. Ramon Jiménez

Immagine
Se Eternità, bellezza sola, se io potessi, nel tuo cuore unico, cantarti, come tu mi canti nel mio, le sere limpide di gioia in pace! Se nelle tue ultime estasi, tu mi sentissi dentro, inebriandoti tutta, come mi inebri tutto tu! Se io fossi - ineffabile -, profumo, freschezza, musica, volo nell'infinita pura primavera della tua totalità interiore senza fine!

Juan Ramon Jimenez

Immagine
D’un tratto, mi dilata la mia idea, e più grande mi fa dell’universo. Allora, tutto sta dentro di me. Stelle dure, mari profondi, idee d’altri, terre vergini, sono la mia anima. E a tutto comando io, mentre senza comprendermi, tutto pensa a me.

Etichette

Mostra di più