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Visualizzazione dei post con l'etichetta Epicuro

FramMenti

Bisogna non fingere di filosofare ma filosofare davvero; non ci occorre infatti apparire sani ma l’esserlo davvero. — Epicuro

Buonanotte del 6 aprile 2018

Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte non è altro che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno dei tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità. — Epicuro, Lettera sulla felicità

Buonanotte del 12 luglio 2015

I mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare. Epicuro - Dolore

Lettera sulla Felicità

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtú del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla. Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l’essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di...

Buonanotte del 21 agosto 2014

La libertà, il più grande frutto della propria autosufficienza. Epicuro

Fortuna

Meglio era attenersi ai miti sugli dei che essere schiavi del destino dei fisici, perché quelli almeno ammettono la speranza di placare gli dei onorandoli ; questo, per contro, ha implacabile necessità. E la fortuna il saggio non la reputa una divinità quale la crede il volgo - giacché nulla è fatto dal Dio senza ordine e misura - e nemmeno la stima una causa incostante di tutti i beni e i mali degli uomini perché egli certo non crede che da essa siano donati agli uomini i beni e i mali che hanno valore per la vita felice, sebbene conceda che sotto il suo influsso siano di grandi beni e mali gli inizi. Infatti egli giudica meglio essere assennatamente sfortunato che dissennatamente fortunato ; chè nelle nostre azioni l'insuccesso di un saggio giudizio è preferibile al successo di ciò che, privo di giudizio, è portato a buon esito dalla fortuna. Epicuro

Buonanotte del 29 aprile 2013

Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni, non perché ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile da trovare; l'inutile è invece difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Epicuro

Buonanotte del 6 ottobre 2011

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità (...). Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. (Epicuro - Felicità)

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