Oltre le passioni tristi
“L’Occidente e il suo modello di uomo “moderno” sono l’esito di una storia di coevoluzione: quella di fatti poco analizzati come l’incidenza culturale e psicologica, ma anche fisiologica, della lettura silenziosa, che comincia a fondare i “giardini interiori” dell’individuo moderno, o l’addomesticamento del corpo verso un autentico oblio di quest’ultimo grazie alla danza, alle regole di gentilezza e alle buone maniere a tavola… L’Occidente ha in tal modo creato un modello di uomo singolo, con una topografia e un territorio interni, ai quali corrisponde una cartografia molto complessa. L’uomo della modernità rivolge in effetti a se stesso le domande che un tempo la teologia rivolgeva alla divinità. Per quel che riguarda le scienze umane, queste si sviluppano a partire dal XIX secolo tanto per indagare quanto per produrre l’uomo che descrivono. Concetti come “Io”, “Super-io”, “conscio” o “inconscio” corrispondono in tal senso alla cartografia di un territorio sicuramente reale, ma a...