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Inventario

Di che seta sono fatte le tue dita, di che avorio le tue cosce lisce, da quali altezze al passo tuo è giunta la grazia di camoscio con cui passi. Da che more mature hanno spremuto il gusto un po’ asprigno dei tuoi seni, da che India il bambú della tua cintola, l’oro degli occhi tuoi, da dove viene. A quale ondeggiar d’onda vai a cercare la linea serpentina dei tuoi fianchi, da dove nasce il fresco della fonte che dalla bocca sgorga quando ridi. Da che boschi marini s’è staccato il ramo di corallo delle vene, che profumo ti annuncia quando vieni a cingermi di brame nella notte.  José Saramago 

FramMenti

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine non è essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo ad una pianura ma la distanza tra la linfa e la corteccia, la foglia e la radice.  Josè Saramago

FramMenti

C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda. — José Saramago

FramMenti

Ci si abitua. Sì, tante volte lo sentiamo dire, o lo diciamo noi stessi, quello che invece nessuno domanda è a costo di cosa ci si abitua.   José Saramago

La caverna

"La vita è così, piena di parole che non valgono la pena, oppure la valevano e non la valgono più, ognuna di quelle che pronunceremo toglierà il posto ad un'altra più meritevole, che lo sarebbe non tanto di per sé quanto per le conseguenze di averla detta." "Autoritarie, paralizzanti, circolari, a volte ellittiche, le frasi ad effetto, dette anche scherzosamente briciole d'oro, sono una piaga maligna, tra le peggiori che hanno infestato il mondo. Diciamo ai confusi, Conosci te stesso, come se conoscere se stessi non fosse la quinta e più difficile operazione delle aritmetiche umane, diciamo agli abulici, Volere e potere, come se le realtà bestiali del mondo non si divertissero ad invertire tutti i giorni la posizione relativa dei verbi, diciamo agli indecisi, Comincia dal principio, come se quel principio fosse il capo sempre visibile di un filo male arrotolato che bastasse tirare e continuare a tirare per giungere all'altro capo, quello della fine, e poi, fr...

FramMenti

 Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi eobbligato a farlo, questo non sarebbe un bene ne per te neper me, a volte mi metto a pensare quanto sarebbe meraviglioso se telefonassi solo perche si, semplicemente come uno che, ha avuto sete ed e andato a bere un bicchiere d' acqua, ma so gia` che sarebbe troppo, con me non dovrai fingere mai una sete che non senti.  Saramago - L' uomo duplicato

FramMenti

"Il mondo dimentica, te l'ho già detto, il mondo dimentica tutto. Credi che ti abbiano dimenticato. Il mondo dimentica a tal punto da non accorgersi neanche della mancanza di ciò che ha dimenticato."   (José Saramago, “L’anno della morte di Riccardo Reis”)

FramMenti

Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi si sente obbligato a farlo, questo non sarebbe bene né per te né per me, a volte mi metto ad immaginare quanto sarebbe meraviglioso se mi telefonassi solo perché sì, semplicemente come uno che ha avuto sete ed è andato a bere un bicchiere d’acqua, ma so già che sarebbe chiederti troppo, con me non dovrai fingere mai una sete che non senti.  (José Saramago, L'uomo duplica

FramMenti

La democrazia che racconto è una democrazia formalmente ineccepibile, ma in realtà limitata, condizionata, amputata. Da che cosa? Dal fatto che gli elettori ogni quattro anni vengono chiamati a sostituire un governo con un altro, ma ciò che in realtà non cambia mai, ciò su cui i cittadini non possono incidere, è il legame indissolubile tra potere politico e potere economico. Oggi come non mai il mercato domina la politica. José Saramago

FramMenti

Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono. (José Saramago) 

FramMenti

È così che muoiono le infanzie, quando i ritorni non sono più possibili perché i ponti tagliati inclinano verso l’instancabile acqua le travi sconnesse nello spazio estraneo. Non c’è allora altro rimedio che quello del serpente: abbandonare la pelle nella quale non entriamo più, lasciarla a terra, tra i cespugli, e passare all’età successiva. La vita è breve, ma in essa entra più di quel che siamo in grado di vivere.  José Saramago

FramMenti

"La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice."  José Saramago

FramMenti

C'è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda, A meno che, A meno che, cosa, A meno che quei fiumi non abbiano due sole sponde, ma tante, che ogni persona che legge sia, essa stessa, la propria sponda, e che sia sua, e soltanto sua, la sponda a cui può arrivare. Saramago, "La caverna", 2001, pp.76-77

Come se

Autoritarie, paralizzanti, circolari, a volte ellittiche, le frasi a effetto, dette anche scherzosamente briciole d'oro, sono una piaga maligna, tra le peggiori che hanno infestato il mondo. Diciamo ai confusi. Conosci te stesso, come se conoscere se stessi non fosse la quinta e più difficile delle operazioni aritmetiche umane, diciamo agli abulici. Volere è potere, c le realtà bestiali del mondo non si divertissero a invertire tutti i giorni la posizione relativa dei verbi, diciamo agli indecisi. Comincia dal principio, come se quel principio fosse il capo sempre visibile di un filo male arrotolato che bastasse tirare e continuare a tirare per giungere all'altro capo, quello della fine, e poi, tra il primo e il secondo, avessimo tra le mani una linea retta e continua dove non c'era stato bisogno di sciogliere nodi né di districare strozzature, cosa impossibile che accada nella vita dei gomitoli e, se ci è consentita un'altra frase ad effetto, nei gomitoli della vita. J...

Parole

Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole. E ci sono i discorsi, che sono parole accostate le une alle altre, in equilibrio instabile grazie a una sintassi precaria, fino alla conclusione del “Dissi” o “Ho detto”. Con i discorsi si commemora, si inaugura, si aprono e chiudono riunioni, si lanciano co...

Buonanotte del 10 settembre 2020

A volte ci domandiamo perché la felicità abbia tardato tanto ad arrivare, perché non sia venuta prima, ma se ci spunta davanti all’improvviso, come in questo caso, quando ormai non l’aspettavamo, allora è molto probabile che non sappiamo cosa farcene, e non è tanto questione di scelta fra il ridere e il piangere, è la segreta angoscia di pensare che forse non riusciamo a esserne all’altezza. Josè Saramago

Buonanotte del 22 gennaio 2020

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice — José Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis

Buonanotte del 3 giugno 2018

Duro? No. Sono fragile, mi creda. Ed è la certezza della mia fragilità che mi porta a sottrarmi ai legami. Se mi abbandono, se mi lascio catturare, sono perduto. —  José Saramago, “Lucernario”.

Buonanotte del 31 gennaio 2018

E’ pur certo che se prima di ogni nostro atto ci mettessimo a prevederne tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fatto fermare il primo pensiero. (J. Saramago)

Le intermittenze della morte

"Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario alle norme della vita, causò negli spiriti un enorme turbamento, cosa del tutto giustificata, ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale, sia pur che si trattasse di un solo caso per campione, che fosse mai occorso un fenomeno simile, che trascorresse un giorno intero, con tutte le sue prodighe ventiquattr'ore, fra diurne e notturne, mattutine e vespertine, senza che fosse intervenuto un decesso per malattia, una caduta mortale, un suicidio condotto a buon fine, niente di niente, zero spaccato. Neppure uno di quegli incidenti automobilistici tanto frequenti nelle occasioni festive, quando l'allegra irresponsabilità e l'eccesso di alcol si sfidano reciprocamente sulle strade per decidere chi riuscirà ad arrivare alla morte al primo posto. Il passaggio dell'anno non aveva lasciato dietro di sé il solito rigagnolo calamitoso di morti, co...

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