Aveva fatto anche cose buone
L'8 settembre 1943 mio padre era militare a Treviso. Autiere. Anni dopo, mi raccontava sempre che al suo arrivo in caserma gli avevano chiesto: “Cosa sai fare?”. E lui: “Contadino”. “Bene, a guidare le macchine”. Dopo l'armistizio, lui e la sua compagnia decisero subito da che parte stare, nonostante gli ordini del comandante che voleva consegnarsi ai nazisti con tutto il battaglione. I soldati italiani cominciarono a pattugliare i dintorni della caserma, cercando di tenere alla larga le camicie nere, in attesa di giorni migliori che non vennero mai. Venne invece il loro comandante, coi tedeschi: si era arreso conto terzi Tutti furono caricati su un treno merci destinazione Prussia Orientale. Al Brennero un suo commilitone si sporse per cercare un po’ d'acqua: fu aperto in due da una mitragliatrice. Mio padre rimase chiuso in quel campo un anno e mezzo. Ne uscì che pesava 38 chili. Tutto questo lo so perché un giovane di grande cuore, Giacomo Bollini, ha recuperato al distr...