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Piccolo manuale di autodifesa verbale

Immaginiamo che nella vostra vita abbiate qualcuno che considerate “difficile”. Potrebbe trattarsi di una persona che ha comunque anche un lato simpatico: magari il vostro partner, vostro figlio, vostra figlia, un amico o un genitore. Come mai lo giudicate tale? Provate a rifletterci: perché non si comporta come vorreste e perché non riuscite a esercitare potere su di lui. Con questa persona non venite a capo. E ora ecco per voi la notizia scioccante: è perfetto così. È perfetto che proprio quella persona sia presente nella vostra vita e che voi abbiate difficoltà a rapportarvi con lei. Essa, infatti, adempie a un compito molto importante: preme in voi un tasto, che vi mostra un punto debole della vostra personalità. C’è sicuramente qualcosa che non vi riesce, o che non avete ancora imparato a fare: magari dire di no o esprimere chiaramente cosa vi dà fastidio; forse tendete a infuriarvi subito appena qualcuno vi provoca o, ancora, non riuscite ad accettare che qualcuno abbia dei prob...

Piccolo manuale di autodifesa verbale

Il nostro peggior nemico non è là fuori nel mondo: il nostro peggior nemico è il cemento nella nostra testa. Rabbia, paure, invidia, gelosia, delusione e amarezza: nessuno può provocarvi tali stati d’animo dall’esterno. Nessuno può farvi arrabbiare, se non voi stessi. Ma può farlo anche quello che pensate di una determinata persona. Nessuno può far sì che vi sentiate male. Siete voi a decidere di farlo semplicemente accettando di nutrire pensieri aggressivi senza che nessuno ve lo abbia chiesto. — Barbara Berckhan

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