Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Robert Seethler

FramMenti

Il nostro destino non è conoscere sentieri. Il nostro destino è di non conoscerli. Non veniamo al mondo per trovare risposte, ma per porre domande. Avanziamo a tentoni in una persistente oscurità, e solo con molta fortuna avvistiamo di tanto in tanto una luce che brilla in lontananza, e solo con molto coraggio, perseveranza o stupidità, o anche tutte queste tre cose insieme, riusciamo a lasciare un segno qua e là. (Robert Seethaler, il tabaccaio di Vienna)

Il Campo

Avevo tre anni quando finí la guerra e cinque quando papà tornò a casa, un giorno di novembre. Stava in piedi pallido nella cornice della porta con una borsa di cuoio a tracolla e mi guardava dall’alto. Aveva un cappotto pesante slacciato e sotto un golf bucato, e quando mi prese in braccio e mi strinse al petto sentii la lana umida. In cucina dietro di me c’era la mamma. Le previsioni del tempo alla radio le coprirono i singhiozzi. La domenica successiva andammo a messa. Con una mano alla mamma e una al papà entrai per la prima volta dentro quello spazio alto. Dietro le finestre con i mosaici oscillavano le chiome dei castagni sul sagrato, e i santi colorati sembravano vivi. Con noi entrò dal portone il vento, gettando ondate di tremore tra le file di fiamme dei lumini. La mamma ci mise sopra le mani e mi ordinò di fare lo stesso. Ci scaldiamo le mani ai desideri delle persone, disse. — Il Campo, (cap. 5 Il parroco Hoberg) di Robert Seethaler

Buonanotte del 16 giugno 2020

…parlava praticamente senza interruzione, raccontava delle lezioni, dei bambini, della sua vita, di un certo uomo che era finito da tempo come meritava e di cui lei non si sarebbe mai e poi mai dovuta fidare. A volte diceva cose che Egger non capiva. Usava parole che lui non aveva mai sentito e che in segreto supponeva si inventasse quando finiva le parole vere. La lasciava parlare. La ascoltava, di tanto in tanto annuiva, a volte diceva di sì o no e beveva il caffè che gli faceva battere svelto il cuore come se si stesse arrampicando sul versante nord della montagna. — Una vita intera, Robert Seethaler

Buonanotte del 15 giugno 2020

Dopo che erano andati a letto lei gli aveva posato la mano sul petto, e il cuore là sotto batteva così forte che a Egger sembrava si muovesse tutta la stanza. Non aveva funzionato. Lui non era riuscito a calmarsi. Era rimasto lì sdraiato immobile, come inchiodato, a sentire quella mano diventargli sempre più pesante sul petto, finché non gli era sprofondata fra le costole e si era fermata proprio sul cuore. — Una vita intera, Robert Seethaler

Buonanotte del 14 giugno 2020

Non aveva mai vacillato nella sua fede in Dio e la morte non gli faceva paura. Non riusciva a ricordare da dove fosse venuto, e adesso che era alla fine non sapeva dove sarebbe andato. Ma al tempo in mezzo poteva guardare senza rimpianti, con un’ampia risata e un’unica, grande meraviglia. — Una vita intera, Robert Seethaler

Etichette

Mostra di più