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Vicente Aleixandre

 Poesia d'amore Ti amo sogno del vento obliato il polo confluisce con le mia dita nelle dolci mattine del mondo a testa in giù quando è agevole sorridere perché la pioggia è benigna Nell'alveo di un fiume viaggiare è cosa deliziosa o pesci amici ditemi il segreto degli occhi aperti dei miei sguardi che sboccano nel mare a reggere le chiglie delle navi lontane Io vi amo - viaggiatori del mondo - voi che sull'acqua dormite uomini che in America vanno in cerca dei loro vestiti quei che lascian sul lido la loro patita nudità e sulle tolde della neve attraggono il raggio della luna Camminare in attesa è bello e dilettevole l'argento e l'oro non hanno mutato di fondo rimbalzano sui flutti sul dorso squamoso e generano musica o sogno alle chiome più bionde Nel fondo di un fiume la mia brama va via dai paesi innumerevoli che ho tenuto sui polpastrelli quell'ombre che vestito di nero ho lasciato ormai lungi disegnate in spalla La speranza è la terra è la guancia è un...

Vicente Aleixandre

Immagine
Piove In questa sera piove e la tua immagine limpida piove. E nel ricordo s'apre il giorno. E tu entri. Ma non sento. La memoria mi dà solo l'immagine, Solo il tuo bacio solo la pioggia cade nel ricordo. E piove la tua voce, e piove il bacio triste, il bacio profondo, bacio che nella pioggia si è bagnato. Umido è il labbro. Umido di ricordo piange il bacio dai grigi cieli teneri. Piove il tuo amore bagnando la mia memoria, e cade e cade. Il bacio profondo cade. E anche grigia cade la pioggia.

Si amavano

Pativano la luce, labbra azzurre nell’alba, labbra che escono dalla notte dura, labbra squarciate, sangue, sangue dove? Si amavano in un letto battello, metà notte, metà luce. Si amavano come i fiori le spine profonde, o il giallo che sboccia in amorosa gemma, quando girano i volti melanconicamente, giralune che brillano nel ricevere il bacio. Si amavano di notte, quando i cani profondi palpitano sottoterra e le valli si stirano come arcaici dorsi a sentirsi sfiorare: carezza, seta, mano, luna che giunge e che tocca. Si amavano d’amore là nel fare del giorno e tra le dure pietre oscure della notte, dure come son corpi gelati dalle ore, dure come son baci di dente contro dente. Si amavano di giorno, spiaggia che va crescendo, onde che dai piedi carezzano le cosce, corpi che si sollevano dalla terra e fluttuando… Si amavano di giorno, sul mare, sotto il cielo. Mezzogiorno perfetto, si amavano così intimi, mare altissimo e giovane, estesa intimità, vivente solitudine...

Non avvicinarti

Non avvicinarti. La tua fronte, la tua infuocata fronte, la tua accesa fronte, le impronte di certi baci, questo bagliore che anche di giorno si vede se t’avvicini, questo bagliore contagioso che mi rimane in mano, questo fiume luminoso dove immergo le braccia, dove non oso quasi bere, per timore poi d’una vita dura ornai d’astro brillante. Non voglio che tu viva in me come vive la luce, con questo isolamento di stella che si unisce alla sua luce, cui l’amore è negato attraverso lo spazio duro e azzurro che separa e non unisce, dove ogni astro inaccessibile è una solitudine che, gemebonda, trasmette la sua tristezza. La solitudine scintilla nel mondo senza amore. La vita è una vivida corteccia, una rugosa pelle immobile dove l’uomo non può trovare il suo riposo, per quanto scagli i suoi sogni contro un astro spento. Ma tu non avvicinarti. La tua fronte sfavillante, carbone acceso che mi strappa alla stessa coscienza, duello sfolgorante in cui ...

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