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Lettera a L.

Oggi è il tuo compleanno. E la verità dei fatti è che non lo saprei, se tu non fossi in fin di vita o quasi, e me l’avessero fatto notare. Quello che sto scrivendo non è una confessione. Non seguirà nessuna richiesta di perdono. E’ un’ammissione di colpa o un dovere nei confronti di qualcuno, che non sei tu, che probabilmente mai mi leggerai e che se anche tu tornassi non ti farei comunque leggere queste righe. La verità è che sono stato sempre troppo impegnato dai miei pensieri, dai miei dolori e dalla mia necessità di riposare, dalla mia pigrizia, per poter dedicare del tempo a te. Una frase ricorrente in queste circostanze è: “Quanto vorrei tornare indietro per poter recuperare”. Non la scrivo né la penso. Sono piuttosto certo che se anche tornassi indietro con questa consapevolezza, con la lucidità della tua vecchiaia, non ti darei il tempo che dovrei dedicarti. Che non è tanto, ma non è nemmeno niente. A Pasqua mi hai regalato dei soldi…tanti soldi…troppi soldi…che rabbrividisco ...

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