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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fabio Casalini

I bordelli del vescovo

Nella Londra medievale fiorì la prostituzione, tanto che nel XII secolo Southwark divenne, per ordine d’Enrico II, il quartiere a luci rosse della città. Southwark si trova sulla sponda opposta del Tamigi rispetto all’antica Londinium. Storicamente questa zona della città formava un borgo appartenente alla contea del Surrey che, gradualmente, finì sotto l’influenza e la giurisdizione della Città di Londra. Enrico II trasformò questo borgo in un bordello legale affidato all’amministrazione delle autorità ecclesiastiche che, dalla gestione dei luoghi di piacere, riuscirono a ricavarne grosse somme di denaro. Al momento dell’ordinanza d’Enrico II vi erano 18 bordelli con regolare licenza che impiegavano, circa, 1000 prostitute. Possiamo affermare che, grazie all’amministrazione ecclesiastica della mercificazione del corpo femminile, la maggior parte delle chiese costruite tra il XII ed il XIII secolo vide la luce grazie alla prostituzione. Una domanda cui si dovrebbe cercare di trovare ri...

Panatta v/s Pinochet

DUE MAGLIETTE ROSSE NELLO STADIO DELLA MORTE. IL GIORNO CHE PANATTA SFIDÒ PINOCHET  Ritengo che pochi eventi quanto i rifiuti, o le proteste, degli sportivi siano in grado di raccontare l'orrore delle dittature sudamericane degli anni settanta del secolo scorso. Questa volta non c'è un pallone da inseguire o una palla ovale insanguinata. In questo racconto non c'è un hombre vertical che si oppone a un regime. Questa volta ci sono delle racchette da tennis e delle magliette rosse. Ricostruiamo gli eventi che portarono quelle maglie rosse nella storia. Tra il 24 e il 27 settembre del 1976 si svolsero le semifinali di coppa Davis. A Roma si incontrarono l'Italia e l'Australia. Vinse la nostra nazionale 3 - 2 grazie alle vittorie nei singolari di Panatta e Barazzutti ed alla vittoria del doppio composto da Bertolucci e lo stesso Panatta. Nell'altra semifinale avrebbero dovuto incontrarsi l'Unione Sovietica e il Cile ma l'Unione Sovietica si rifiutò di scend...

Fratello satana

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Miroslav Filipović, frate francescano, durante la Seconda Guerra Mondiale in Jugoslavia partecipò all'assassinio dei serbi, degli ebrei e dei rom, nonché dei dissidenti croati perpetrato dal regime croato degli Ustascia, operando in particolare modo nel campo di concentramento di Jasenovac un luogo di prigionia definito, in una lettera del 24 febbraio 1943 dal Cardinale Alojzije Viktor Stepinac indirizzata al capo dello Stato Ante Pavelić una “vergognosa macchia per lo Stato Indipendente Croato. Per la sua crudeltà gli vennero attribuiti gli epiteti di “Il diavolo di Jasenovac” e di “Fratello Satana”. (…) Nel 1941, dopo la costituzione dello Stato Indipendente di Croazia, uno Stato fantoccio instaurato dalle Forze dell'Asse che abbracciava la Bosnia-Erzegovina e la maggior parte della Croazia, Filipović ricevette l'ordine di affiancare un cappellano militare in una città nel nord dell'Erzegovina, ma non assunse mai l'incarico. Solo nel gennaio 1942, dopo aver comple...

Italiani brava gente?

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ITALIANI BRAVA GENTE? GLI ITALIANI SONO TRA I NUOVI MOSTRI DELLO SFRUTTAMENTO SESSUALE MINORILE Lo sfruttamento sessuale minorile (sigla internazionale CSEC - Commercial sexual exploitation of children) costituisce una forma di coercizione e violenza contro bambini e minorenni in genere, una forma contemporanea di schiavitù lavorativa a fini commerciali sessuali: la dichiarazione del Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale minorile, tenutosi a Stoccolma nel 1996 ha definito la CSEC come l'abuso sessuale da parte dell'adulto e remunerazione in denaro o in natura al minore o ad una terza persona. Il minore viene trattato come oggetto sessuale e al contempo anche come oggetto commerciale. Lo sfruttamento sessuale minorile comprende prostituzione minorile, pornografia infantile, turismo sessuale minorile e tutte quelle altre forme di “sesso transazionale” in cui il minorenne s'impegna in attività sessuali per veder soddisfatti alcuni dei suoi bisogni fondamentali, tr...

Politica e le relazioni

DURANTE UN'INTERVISTA MONTANELLI DISSE: “AVEVA DODICI ANNI, MA NON MI PRENDERE PER UN GIROLIMONI, A DODICI ANNI QUELLE LÌ ERANO GIÀ DONNE”. CHI ERA GINO GIROLIMONI?  Giorno 31 marzo del 1924. Roma, giardini pubblici. Una bimba di quattro anni, Emma Giacomini, è rapita. Il giorno trascorre nell'angoscia dei parenti. La sera, in zona Monte Mario, è ritrovata viva. Sul piccolo corpo i segni della violenza. La donna che udì le urla della piccola, scorse un uomo, dell’ipotetica età di 45 anni, che si ricomponeva gli abiti. L’attenzione si rivolse alla bambina. L’uomo sparì nella sera. Giornali ed opinione pubblica, con il trascorrere dei giorni, dimenticarono l’accaduto. Il giorno 4 di giugno Roma si affaccia sull'inferno. La piccola Armanda Leonardi, di due anni, è aggredita da un passante in Via Paola. La reazione della bambina non era prevista. Calci, urla e pugni costrinsero il cacciatore ad abbandonare la preda. Alcuni passanti non riuscirono a bloccare l’uomo. La tensione ...

La cacciatrice

Beate Klarsfeld divenne famosa quando, durante un congresso del partito CDU a Berlino, salì sul podio per schiaffeggiare Kurt Kiesinger. Il motivo di tale gesto? Beate era irritata dal passato oscuro del cancelliere federale di quel tempo, poiché Kiesinger era stato un membro attivo del NSDAP (PG 2633930), il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, meglio conosciuto come partito nazista. Beate fu condannata ad un anno di reclusione, ma l'avvocato Horst Mahler riuscì a far ridurre la pena a soli quattro mesi con la condizionale. Beate già nel 1968 era stata al centro delle cronache poiché aggredi' verbalmente Kiesinger rivolgendogli, alla Camera dei Deputati a Bonn, le seguenti parole: «Nazi, tritt zurück!»(«Nazista, da' le dimissioni!») venendo arrestata ma scarcerata subito dopo. La vita di Beate non può essere liquidata solo con questi due plateali eventi. Fu molto altro. Nasce a Berlino, il 13 febbraio 1939, come Beate Künzel, figlia di un soldato della...

Gli knygnešiai

I CONTRABBANDIERI DI LIBRI Gli knygnešiai erano contrabbandieri di libri attivi in Lituania tra il 1864 e il 1904. La parola significa in lituano trasportatore di libri. In generale, la parola si riferisce anche ai contrabbandieri di libri dalla Lituania minore (parte della Prussia orientale) nell'impero russo e in particolare nelle regioni di lingua lituana, dove era stato proibita la stampa in caratteri latini. Gli knygnešiai furono un simbolo della resistenza alla politica di russificazione messa in atto dallo zar. Analizzare il contesto storico/politico è fondamentale per comprendere la loro importanza. Tali sforzi risalgono al 1863 quando, dopo l'insurrezione polacco-lituana, il governo imperiale intensificò i tentativi di rimuovere la Lituania dall'influenza cattolica. Per questo nell'estate dello stesso anno vennero promulgate le Regole Temporanee per l'Educazione Infantile nel Kraj di Nord-Ovest (comprendente la Lituania e parte dell'odierna Bielorussi...

Miroslav Filipović

FRATELLO SATANA. IL FRATE FRANCESCANO CHE SGOZZAVA I BAMBINI SERBI Miroslav Filipović, frate francescano, durante la Seconda Guerra Mondiale in Jugoslavia partecipò all'assassinio dei serbi, degli ebrei e dei rom, nonché dei dissidenti croati perpetrato dal regime croato degli Ustascia, operando in particolare modo nel campo di concentramento di Jasenovac un luogo di prigionia definito, in una lettera del 24 febbraio 1943 dal Cardinale Alojzije Viktor Stepinac indirizzata al capo dello Stato Ante Pavelić una "vergognosa macchia per lo Stato Indipendente Croato. Per la sua crudeltà gli vennero attribuiti gli epiteti di "Il diavolo di Jasenovac" e di "Fratello Satana". Gli ùstascia (che significa alzarsi in piedi, insorgere, ribellarsi) erano originariamente coloro che lottavano contro i turchi. In seguito, sul finire degli anni venti del secolo scorso, il termine fu adottato dal croato di Bosnia Ante Pavelić per designare gli appartenenti al movimento nazi...

Noche de los Lápices

 "GLI ADOLESCENTI SEQUESTRATI AVREBBERO DOVUTO ESSERE ELIMINATI DOPO AVER FATTO LORO SOFFRIRE PENE INDICIBILI IN DIVERSI CENTRI DI DETENZIONE CLANDESTINI" La Notte delle matite (Noche de los Lápices), è il nome in codice dell'operazione organizzata dalla polizia argentina, con lo scopo di sequestrare, sempre durante la notte, reprimere, torturare ed uccidere gli studenti delle scuole superiori che si fossero resi colpevoli di "attività atee ed anti nazionaliste". L'operazione si inseriva in quello che fu definito all'epoca come Processo di riorganizzazione nazionale, nel periodo intercorrente tra il 24 marzo 1976 (data del colpo di Stato che aveva portato al potere la giunta militare guidata da Jorge Rafael Videla) e il 1983. Quella che nel ricordo popolare viene definita come Notte delle matite spezzate ebbe luogo a La Plata nella notte del 16 settembre 1976, quando vennero sequestrati sei studenti, militanti o simpatizzanti della cosiddetta Unión Estud...

Eleonora Duse

«GLI PERDONO D’AVERMI SFRUTTATA, ROVINATA, UMILIATA. GLI PERDONO TUTTO, PERCHÉ HO AMATO» (ELEONORA DUSE) Era lunedì di Pasqua del 1924, Eleonora Duse si spegneva, sola, a causa della tubercolosi. Morì lontano, a Pittsburgh negli Stati Uniti. La sepoltura avvenne nel cimitero di Sant’Anna d’Asolo, dove l’attrice possedeva una casa. Lasciò scritto d’essere seppellita rivolta al Monte Grappa, in onore dell’Italia e dei soldati che aveva assistito durante la Prima Guerra Mondiale. Nel momento finale si ricordò dei grandi amori: la Patria e Gabriele D’Annunzio. D’Annunzio alla notizia della morte dell’attrice avrebbe confessato «E’ morta quella che non meritai.» Eleonora Duse nacque a Vigevano nel 1858 da una famiglia d’attori. Sin da bambina calcò le scene al seguito dell’itinerante attività di famiglia. A soli quattro anni interpretò la parte di Cosetta in una versione teatrale de I Miserabili.[1] Passati da poco i vent’anni, Eleonora Duse era già adorata dal pubblico, grazie ad alcune in...

Gianni Rodari

GIANNI RODARI, IN PIENA GUERRA FREDDA, NEL 1951, DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL SUO PRIMO LIBRO PEDAGOGICO IL MANUALE DEL PIONIERE, VENNE SCOMUNICATO DAL VATICANO, CHE LO DEFINÌ "EX-SEMINARISTA CRISTIANO DIVENTATO DIABOLICO" Gianni Rodari, all'anagrafe Giovanni, nacque ad Omegna, città piemontese posta sulle sponde del lago d'Orta, il 23 ottobre del 1920. Il padre, Giuseppe, svolgeva il lavoro di fornaio mentre la madre, sposata in seconde nozze da Giuseppe Rodari, era commessa nel negozio paterno, sito in una delle principali vie della cittadina. Ad Omegna frequentò le prime quattro classi elementari ma in seguito alla morte del padre, sopraggiunta nel 1929 a causa di una broncopolmonite, la madre decise di trasferirsi nel suo paese natale, Gavirate in provincia di Varese, con Gianni e Cesare, nato nel 1921. Negli anni successivi la madre decise di cedere la quota dell'attività di famiglia al fratellastro di Gianni, Mario, nato dalle prime nozze del padre. Nel 1931, a...

Il bene si fa, ma non si dice

 «IL BENE SI FA, MA NON SI DICE. E CERTE MEDAGLIE SI APPENDONO ALL'ANIMA, NON ALLA GIACCA.» GINO BARTALI E L'ATTIVITÀ A FAVORE DEGLI OPPRESSI Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000) è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1934 al 1954, soprannominato Ginettaccio, vinse tre Giri d'Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta e cinquanta, tra le quali spiccano quattro Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia. In particolare la sua vittoria al Tour de France 1948, a detta di molti, contribuì ad allentare il clima di tensione sociale in Italia dopo l'attentato a Palmiro Togliatti. La carriera di Bartali fu comunque notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori; nel 2013 è stato dichiarato giusto tra le nazioni per la sua attività a favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Fu gr...

Enrico Cialdini

«ENRICO CIALDINI, NEL 1861 PLENIPOTENZIARIO A NAPOLI DEL RE VITTORIO II. IN QUEL SUO RAPPORTO UFFICIALE SULLA COSIDDETTA "GUERRA AL BRIGANTAGGIO", CIALDINI DAVA QUESTE CIFRE PER I PRIMI MESI E PER IL SOLO NAPOLETANO: 8 968 FUCILATI, TRA I QUALI 64 PRETI E 22 FRATI; 10 604 FERITI; 7 112 PRIGIONIERI; 918 CASE BRUCIATE; 6 PAESI INTERAMENTE ARSI; 2 905 FAMIGLIE PERQUISITE; 12 CHIESE SACCHEGGIATE; 13 629 DEPORTATI; 1 428 COMUNI POSTI IN STATO D'ASSEDIO.» CHI ERA ENRICO CIALDINI? Nacque da Giuseppe, ingegnere, e Luigia Santyan y Velasco, di origine spagnola; si trasferì durante l'infanzia nella vicina Reggio Emilia. Studiò medicina fino al 1831 quando, coinvolto nei moti di rivolta dei ducati e della Romagna, fu costretto a emigrare prima in Francia poi in Portogallo, dove incominciò la carriera militare. In seguito combatté in Spagna nella prima guerra carlista contro la fazione monarchico legittimista, come il conterraneo Manfredo Fanti, col grado di colonnello. Sempre...

Scimmia

Eugenio Finardi l’ho sempre amato, per i testi impegnati e per quel suo essere sempre stato in guerra con le case discografiche (alcuni anni fa fece scalpore una sua dichiarazione che recitava: «L'arroganza dei discografici è diventata ormai insopportabile. L'artista oggi non è più libero di scegliere le canzoni che preferisce, di scrivere quello che effettivamente sente dentro e vuole trasmettere al suo pubblico. Per i discografici esiste solo il mercato ed il valore di un disco si misura soltanto dal numero di copie che riesce a vendere, peraltro a prezzi vergognosamente alti. E chi si ribella a questo sistema dopo un po' deve cambiare mestiere»). Per questi motivi, secondo lo scrivente, Finardi ha ottenuto meno di quello che meritava. Tra le tante, bellissime, canzoni una sconvolse la mia vita di adolescente: Scimmia, la canzone più penetrante, al pari di Heroin dei Velvet Underground, sugli effetti dell’eroina. Chiunque l’abbia ascoltata non può non aver provato un briv...

La cacciatrice

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Beate Klarsfeld divenne famosa quando, durante un congresso del partito CDU a Berlino, salì sul podio per schiaffeggiare Kurt Kiesinger. Il motivo di tale gesto? Beate era irritata dal passato oscuro del cancelliere federale di quel tempo, poiché Kiesinger era stato un membro attivo del NSDAP (PG 2633930), il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, meglio conosciuto come partito nazista. Beate fu condannata ad un anno di reclusione, ma l'avvocato Horst Mahler riuscì a far ridurre la pena a soli quattro mesi con la condizionale. Beate già nel 1968 era stata al centro delle cronache poiché aggredi' verbalmente Kiesinger rivolgendogli, alla Camera dei Deputati a Bonn, le seguenti parole: «Nazi, tritt zurück!»(«Nazista, da' le dimissioni!») venendo arrestata ma scarcerata subito dopo. La vita di Beate non può essere liquidata solo con questi due plateali eventi. Fu molto altro. Nasce a Berlino, il 13 febbraio 1939, come Beate Künzel, figlia di un soldato della Wehrma...

Lo scemo del villaggio

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Lo scemo del villaggio (o il matto del villaggio, oppure lo scemo del paese) è, in senso stretto, una ricorrente figura sociale di persona che gode di una notorietà locale nella piccola comunità alla quale appartiene e che è conosciuta per il fatto di esprimere stupidità, scioccheria, dotato di una mente sempliciotta e un livello scarso di intelligenza. Il termine è usato anche come stereotipo per denotare un disabile mentale o come epiteto per tacciare l'atteggiamento di singole persone, considerato naif e improntato a un ottimismo non realistico. Si tratta di una figura ricorrente nella società umana: per Michel Foucault "era tradizionale [...] che in tutti i villaggi ci fosse qualcuno che veniva chiamato lo scemo del villaggio", un tratto caratteristico di queste realtà comunitarie che si poteva rinvenire ancora come sopravvivente nell'Europa del Novecento, "in alcune regioni [...] un po' arretrate e arcaiche". Da un punto di vista socio-antropologico...

Buon viaggio Pepe

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L'ADDIO ALLA POLITICA DEL “PRESIDENTE PIÙ POVERO DEL MONDO”, COLUI CHE DONAVA IL 90% DELLO STIPENDIO ALLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE E ALLE PERSONE BISOGNOSE José Alberto Mujica Cordano è un politico uruguaiano, conosciuto pubblicamente come Pepe Mujica, senatore della repubblica e capo dello Stato dal 1º marzo 2010 al 1º marzo 2015. Con un passato da guerrigliero ai tempi della dittatura, fu eletto deputato, senatore e nominato ministro dell'allevamento, agricoltura e pesca. Fu leader del Movimento di Partecipazione Popolare, raggruppamento maggioritario del Fronte Ampio, fino alle sue dimissioni avvenute il 24 maggio 2009. Il 30 novembre 2009 vinse le elezioni presidenziali. Mujica riceveva dallo Stato uruguaiano un appannaggio di 260 259 pesos (~8 300 euro) al mese per il suo lavoro alla guida del Paese, ma ne donava circa il 90% a favore di organizzazioni non governative e a persone bisognose. La sua automobile è un Volkswagen Maggiolino del 1987 donatagli da alcuni ami...

Morire nei manicomi in epoca fascista

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Ida Irene Dalser nacque, il 20 agosto del 1880, vicino a Trento, facente allora parte dell'Impero austroungarico. Era figlia di Albino Dalser di Sopramonte. La giovane Dalser si diplomò a Parigi in medicina estetica per poi trasferirsi a Milano nel 1913 e aprire un salone di bellezza sul modello francese. Intraprese quindi una relazione sentimentale con Giuseppe Brambilla, che era amministratore delegato della Carlo Erba, il quale le promise il matrimonio, ma quando la relazione naufragò lei lo denunciò, il 2 maggio del 1914, chiedendo un risarcimento di centomila lire. La sua istanza fu respinta. Al contempo intraprese una relazione con Mussolini, che aveva già conosciuto nel 1909 a Trento quando era giornalista del locale periodico socialista diretto da Cesare Battisti. Mussolini aveva conosciuto Rachele Guidi, da cui pure aveva avuto una figlia, che sposerà con rito solo civile a Treviglio il 17 dicembre 1915, prima di partire per la guerra. Nel 1915, Ida Dalser comunica a Musso...

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