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Buonanotte del 19 gennaio 2021

Che farmene delle stelle, di questo vento leggero che mi accarezza la sera, che farmene di una finestra spalancata sul mondo, sull’orizzonte, se tu non ci sei? Tutto ha una luce diversa se sei qui con me. Tutto ha senso solo se posso raccontartelo. Il mondo è semplicemente nel tuo abbraccio. (Ghiannis Ritsos)

Oreste

Una parola d'amore ci resta sempre chiusa in bocca, non detta, è come un sassolino nel sandalo, o un chiodo: non ti va di fermarti a levarlo, di sciogliere i laccetti, di far tardi - ormai ti domina il ritmo segreto del cammino, più forte del disagio del sassolino, più del richiamo ostinato della tua stanchezza o di un rinvio; c'è anche una fiera, appuntita esultanza, un ricordo che il sassolino viene da una riva che ami, da una bella passeggiata con piacevoli pensieri, con immagini d'acqua - quando s'udivano dalla taverna in riva al mare le parole dei mercanti di tabacco insieme alla canzone dei marinai e alla canzone del mare lontano, lontano, perduto, vicino, estraneo, nostro. — Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

Immagine
Le cose elementari In modo maldestro, con ago grosso, con filo grosso, si attacca i bottoni della giacca. Parla da solo: Hai mangiato il tuo pane? hai dormito tranquillo? hai potuto parlare? tendere la mano? ti sei ricordato di guardare dalla finestra? hai sorriso al bussare della porta? Se la morte c’è sempre, è la seconda. La libertà sempre è la prima.

Ghiànnis Ritsòs

Il 1 maggio 1909 - nasce a Monemyàsia il poeta greco Ghiànnis Ritsòs I poeti vogliono la pace. Per quanto è loro possibile, essi ne sono i costruttori e anche i combattimenti, giacchè di una lotta si tratta. Credono, sentono che essa è il fondamento di ogni civiltà, che solo la pace può assicurare la felicità umana, senza la quale tutto è rovina e senza la quale è la morte che vince. (La poesia è memoria del futuro, "Poesia", 4,1989)

Ovunque tu sia mi sei accanto

Ovunque tu sia mi sei accanto. Stringo la tua cintura alla mia vita. Mia profonda fierezza. Ovunque io sia, tu sei vicino a me. Sei la cintura di sicurezza della mia vita; ti stringo, ti allaccio, sei tu che mi proteggi dagli sbandamenti dell’anima e del mondo, dalle violenze improvvise degli estranei e dalle assurdità senza nome. Che sollievo tornare al tuo abbraccio. Ghiannis Ritsos

Il tuo corpo tagliato

Il tuo corpo tagliato da una lama di luce – per metà carne, per metà ricordo. Illuminazione obliqua, il grande letto intero, il tepore lontano, e la coperta rossa. Chiudo la porta, chiudo le finestre. Vento con vento. Unione inespugnabile. Con la bocca piena di un boccone di notte. Ahi, l’amore. Ghiannis Ritsos

Sassolino

Una parola d’amore ci resta sempre chiusa in bocca, non detta, è come un sassolino nel sandalo, o un chiodo: non ti va di fermarti a levarlo, di sciogliere i laccetti, di far tardi – ormai ti domina il ritmo segreto del cammino, più forte del disagio del sassolino, più del richiamo ostinato della tua stanchezza o di un rinvio; c’è anche una fiera, appuntita esultanza, un ricordo che il sassolino viene da una riva che ami, da una bella passeggiata con piacevoli pensieri, con immagini d’acqua – quando s’udivano dalla taverna in riva al mare le parole dei mercanti di tabacco insieme alla canzone dei marinai e alla canzone del mare lontano, lontano, perduto, vicino, estraneo, nostro. Ghiannis Ritsos

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