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Buonanotte del 11 gennaio 2019

E’ sicuramente un istinto presente nella nostra biologia, nella nostra natura, ossia la lotta per la sopravvivenza di cui parlava Darwin, la lotta per la difesa del territorio. Ma tipico dell’uomo non è solo la biologia ma la cultura. E la cultura dovrebbe essere quella condizione in cui rispettiamo gli altri e riusciamo a frenare un istinto. Il problema è: come mai la cultura che caratterizza l’uomo e consiste nel controllo delle pulsioni non c’è più? — V. Andreoli

Buonanotte del 4 luglio 2017

La solitudine è una pace inaccettabile. Una contenzione dei sentimenti per sembrare normali mentre si avverte il desiderio di esplodere, di esistere per qualcuno. E allora si può anche litigare, colpire e colpirsi, pur di non essere soli. Inutile per tutti. Inutile a se stesso. Vittorino Andreoli

Buonanotte del 16 settembre 2016

La cultura è un continuo correggere errori, trovando altri dubbi la cui soluzione potrà risultare, passato un certo tempo, un nuovo errore. — Vittorino Andreoli

Buonanotte del 28 aprile 2016

La memoria delle immagini si deposita in noi ed è quella a cui leghiamo i sentimenti. — Vittorino Andreoli

L'uomo di vetro

La fragilità è un valore umano. Non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell’affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione. […] Il fragile è l’uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende. — Vittorino Andreoli

Composto

Io sono l’ossigeno, lui l’idrogeno e diventiamo l’acqua, che non è nessuno dei due elementi ma un composto; non è nè l’uno nè l’altro degli elementi: è avvenuta una combinazione, e la comprensione è esattamente questo. Quando si opera la scissione dell’acqua, un elemento ritorna idrogeno e l’altro ossigeno. La relazione nega il singolo e lo rende parte di una combinazione. In realtà io non conosco l’altro, perchè perdo la cognizione di me stesso, divento altro da me quando mi unisco. Sono cioè idrogeno, ma in una combinazione speciale che è alchemicamente una chimera. La comprensione non significa conoscersi ma perdersi e dunque smarrire ogni conoscenza di sè. L’amore ne è un esempio: una metamorfosi nell’unione. Non conosco più il me isolato, e scopro lei dentro di me e non sono più io a vivere ma è lei a vivere in me, dunque ci sono, ma in una veste nuova. Vittorino Andreoli

Sapessero

Vedi, molti mi considerano forte e sereno, come se non accettassero che aiutando gli altri io abbia bisogno di aiuto. Sapessero quante volte piango e mi dispero; lo sanno i miei figli, che talora mi consolano e mi abbracciano per darmi coraggio. E a volte sono io a stringere la loro debolezza e il loro dolore. Un abbraccio vale di più di una terapia sul dolore e di un trattamento di psicologia scritto da sapienti che spesso non sono padri e consigliano ai padri cosa fare. Vittorino Andreoli

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